
Signore, da chi andremo? si chiedeva Pietro. E aveva ragione. Ne so qualcosa: quante strade sbagliate, per trovare la Via. Per capire che le altre sono false gioie. Come spiegarlo, come convincere di questa verità? Sono arrivato a una conclusione provvisoria: la guarigione profonda è l’argomento più efficace che ci sia. Se si accorgono che sei guarito, cercheranno la stessa medicina.

Guarigione? Bisogna prima riconoscere di essere feriti e qui casca l’asino!!! Pensiamo sempre di condurre il gioco, ma la realtà è un’altra. Una volta consapevoli, il percorso è sinuoso, tortuoso, ma con Lui, il traguardo è assicurato.
Grazie Fabrizio la tua catechesi giornaliera mi aiuta a rafforzare la fede.Ogni tua idea ha la capacità di entrare nel mio spirito e ampliare una certa direzione presa con la pratica della preghiera.
Ho letto che la parola “guarire” ha lo stesso etimo di “osservare” e di “servire”, “stare in guardia”: tutte esprimono l’idea del guardare, avere cura, custodire.
Mi sembra allora che esista una relazione tra guarigione profonda e verità, compresa attraverso un’attenta osservazione, e custodita nell’evitare di dissiparla.
Passare all’altra riva…;
Guardare all’altro…;
Ma non a uno,
l’altro sono i tanti che ci circondano e “ingombrano” il nostro spazio, nel nostro tranquillo vivere quotidiano!
E sono forti le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli…!
Ne rimane intorno a LUI una dozzina,che sembrerebbero più impauriti che convinti !
Ma in effetti,ancora per noi,oggi, a chi resta di rivolgerci,di seguire,per avere certezze di vita eterna?
Lui non promette,oggi come allora, ai suoi, oro potere ricchezze e benessere,Lui annuncia che sarà, Egli stesso, carne che nutrira’ in eterno,e sangue che purifica e salva…Incomprensibile,ai dodici allora e ancora a noi oggi;
Nutrimento che toglie la fame,… di arroganza,filautia,potere e prepotenze,…perciò restano i soliti dodici; a seguirlo:
Signore,da chi andremo,soltanto tu ci parli con parole di una “Vita Eterna…”
E anche noi oggi,ancora dopo duemila anni,a volte ci capita : pensare di andare appresso a chissa’ chi o chissa’ cosa pensando di poter “”essere guariti””