
A Gerusalemme, vicino alla Porta delle Pecore, c’era una piscina con cinque portici, chiamata Betzatà, sul bordo della quale, da trentotto anni, un uomo aspettava che qualcuno lo immergesse, quando l’acqua si agitava. Chi scendeva nell’acqua, infatti, guariva. Così dobbiamo attendere il passaggio, in noi, dello Spirito Santo: quel “fuoco di luce intima”, quel “fuoco di bontà dolce”, come il Cristo dice alla Bossis. Bisogna raccogliersi per riceverlo nel momento giusto, che nessuno conosce. Ma vale la pena: il desiderio intenso non è già beatitudine?

Mi pongo in attesa sul bordo della piscina di Betzata’…
…cercando di tenere aperti mente e cuore…
“Lascia che il desiderio sia il tuo destino”
Dal film “Paradiso perduto”
Sicuramente il desiderio, la nostra volontà. Ma non basta. Bisogna chiedere a chi può. E per chiedere bisogna credeGli. Crediamo? “Se aveste fede come un granellino di senape…”