
Non ha senso cercare qualcosa più di Dio, di più dell’amore. A volte ci facciamo affascinare da sirene di ogni tipo, rischiamo di perderci nei loro canti seducenti; ma non c’è niente di più grande dell’amore, non c’è niente di più bello, di più buono, di più vero di Dio.

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, ero nudo e mi avete vestitIo…
“Siamo cercatori di felicità, appassionati e mai sazi. Questa inquietudine ci accomuna
tutti. Sembra quasi che sia la dimensione più forte e consistente dell’esistenza, il punto di
incontro e di convergenza delle differenze. Non può essere che così: è la nostra vita
quotidiana il luogo da cui sale la sete di felicità. Nasce con il primo anelito di vita e si spegne
con l’ultimo. Nel cammino tra la nascita e la morte, siamo tutti cercatori di felicità. ”
Questo è l’inizio della “Lettera ai cercatori di Dio”…per chi è interessato…