SCHIZZI di Yasmin Khadra (Italia, 2002)

NOTTI D’ESTATE.
Il loro vento fresco mi rabbrividisce.
Brividi come quando sfiori appassionatamente le labbra di un’amante, il cuore ti fa perdere il conto dei battiti.
Tum, tum, tum. Solo questo senti rimbombare nella tua testa.

VAGO RICORDO.
Mi prendi la mano dal nulla e mi chiedi di scappare con te.
Sotto la pioggia mi baci e mi sorridi come se fossi io il tuo parapluie,
due gocce sugli occhi fanno di me una piccola bimba piangente,
piangente perché di te rimane solamente un aspro pomeriggio
invernale.

ELUCUBRAZIONI.
Colpa della luna. Bianca, pallida, illusoria.
Mi leggi una storia. Ogni parola sa di te, ogni pagina pronuncia il tuo nome,
ogni stella si illumina appena lo sento e tutte quelle costellazioni non bastano
per dimostrarti l’amore che ho dentro.
Blu. La notte.
Tu, amica Luna, conversa con me, non ti fermare. Non avere premura, ho tempo.
Ti aspetto domani.

PIOGGIA DI LETTERE.
Temporali, lampi e tuoni sono le mie giornate.
Ho sete di parole. Neve a metà estate, foglie calpestate in pieno autunno,
nero e bianco, giorno e notte, parole e lacrime, sole e pioggia.
Privi di sentimenti. Anche se la strada non si biforca, cercherò un bivio.
Accendo una sigaretta, lei ha fame di me.
Ho sete, divorami.

COLOR OSCURO.
Tranquillità e rumore erano diventati sinonimi ormai.
Tutto era uguale, nulla si distingueva.
La paura, l’insonnia e incubi vigevano ovunque, regnavano.
Ero succube dei miei stessi sentimenti. Ombra non andartene.
Buoi, grande paura dei bambini, non fare scherzi…
Non cancellare la mia unica certezza, mia unica amica.
Ombra.

Il quadro è di Johanna Combi (istagram johannacombi)

Un pensiero su “SCHIZZI di Yasmin Khadra (Italia, 2002)

  1. sgolisch

    Accendo una sigaretta, lei ha fame di me.

    La forza delle parole di Yasmin è che sono vere.
    La sigaretta che ha fame di me, è vera.
    Lo è ancora.

    Rispondi

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