Ornithology 32. Scialoja (e Munari)

 Scialoja
L’uccello nero
salta leggero,
si chiama merlo
senza saperlo.

*

Vecchio gabbiano volta gabbana
se impazza il vento di tramontana.


*

Se l’allodola si loda
non s’imbroda che la coda.

*

Pipistrello, ti par bello
far pipì dentro l’ombrello?

*

Sotto la gronda gridano le rondini:
“Sono grandìni i chicchi della grandine”.

*

A Corfù ci vive un corvo
star lassù lo ha reso torvo
non ha più nemmeno un soldo
guarda in giù con l’occhio tondo.

*

Nel tufo c’è un buco fiorito di muffa,
nel buco c’è un gufo, seduto su un puf,
che è stufo, che sbuffa, e fa sempre: “Uff”.

*

Quando al picchio
in un picnic
salta il ticchio
di dir: “Sic!”
non lo picchio:
è un vecchio tic.

*

SCIALOJA_Oca

TESTI e IMMAGINI

Copertina di Toti Scialoja, La stanza la stizza l’astuzia. Poesie con animali, Cooperativa Scrittori, Milano, 1976.

Testi, e l’illustrazione di «Un’oca bianca», tratti da Toti Scialoja, Tre per un topo [e molte altre scritte e disegnate da Toti per Barbara e Alice, album originale del 1969], Quodlibet, Macerata, 2014. Le stesse rime si possono leggere in altri libri di Scialoja, fra cui l’ampia raccolta Versi del senso perso, Einaudi, Torino, 2017.

il-merlo-ha-perso-il-becco (1987)
Copertina di: Bruno Munari, Il merlo ha perso il becco, Corraini Edizioni, Mantova, 2007. Nato come interpretazione visiva dell’omonima canzone infantile e pubblicato per la prima volta nel 1987, il libro di Munari Il merlo ha perso il becco in questa edizione viene riproposto con fogli di plastica trasparente serigrafati che mimano e accompagnano la scomposizione e ricomposizione del merlo narrata dalla canzone.

Accanto a Il merlo ha perso il becco ricordo le canzoncine Ho perduto il mio galletto e Cucù, l’inverno non c’è più fino all’incantevole Cucù di Benjamin Britten, e a un esempio di limerick, elaborato in anni recenti dagli alunni della scuola primaria del Maestro Piero, https://sonoilmaiestro.wordpress.com/2011/05/31/limerick/

C’era un uccello di Udine
che sbatteva sempre su un’incudine.
Ma una mattina non si alzò,
perché un’incudine lo schiacciò.
Quel povero sfortunato uccello di Udine.

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