
E lui che incombe
E lui che incombe
nel centro della mente
in assoluta fissità:
né dire sai
se ombra o luce.
Non un nome non un volto
gli conviene e il salmista
si strazia e grida
“mostrami il tuo volto,
il tuo volto io cerco, Signore!”
Né volto
né immagine
né segno alcuno
nulla: più che il vuoto
un nulla.
Forse un suono
una nota sommessa almeno,
un colore:
invece
un oceano nero di nulla.
David Maria Turoldo, Canti ultimi , pag. 60
Ed. Servitum

I lunghi silenzi di Dio sprofondano l’anima nella notte oscura, un “oceano nero di nulla”.
Bellissima!
Sordità dell’anima, oscurità senza fine.
il finale è il colpo di grazia