di Stefanie Golisch
a Gianni Fumagalli (1950-2019), scrittore
Un uomo se ne va con in tasca una mela e
un coltello, non si sa mai, un uomo se ne
va, la sua storia finisce qui, compiuta, non
compiuta come tutte le storie, un uomo se ne
va, dice ci vediamo domani per non dire non
ci vediamo più, è stato bello raccontare le
vostre storie, la mia ora la porto con me, non
pensate di sapere chi sono stato, sono stato
tutto quello che voi pensate più qualcosa che
non si sa, è stato bello stare con voi, vi saluto
tutti, ma ora devo andare


capisco esattamente i versi ove una poeta prova a descrivere l’ultimo giorno di uno che ha detto basta! Uno che dallo stile pare somigliare ad un’altro che disse basta in un albergo torinese un certo Cesare Pavese come questo Fumagalli che si è tolto la vita perchè gli era finita la voglia di viverla.capisco perfettamente questi versi; li sento miei simili un po’ simili a me.
Gianni qui parla con la voce di chi gli ha voluto bene
Sebbene una poesia sia sempre liberamente interpretabile, ci tengo a precisare che Gianni – di cui bellissimi racconti ho pubblicato su LPELS alcuni anni fa – non si è tolto la vita, ma è morto dopo una lunga, terribile malattia….
Lasciar andare un amico è doloroso, trattenerlo…forse ancora di più…tengo stretto il ricordo di una giornata (era autunno?) a Pasturo, uniti dall’amore per Antonia Pozzi e la sua poesia.
Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca –
Ma giungerà una sera
a queste rive
l’anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l’acqua o l’aria
salperà – con le case
dell’isola lontana
per un’alta scogliera
di stelle –
L’ha ripubblicato su iwantyouhappye ha commentato:
. . . è stato bello stare con voi… ma ora devo andare…
L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.
bellissimo, grazie sempre