
di Giorgio Stella
Questa parte la chiamo ‘rosa’, […]
Emanuel Carnevali
Ad ADRIANO SPATOLA L’AUTORE DEDICA [All’EBREO NEGRO*]
1 – Le doglie di Confucio abolirono
La muraglia cinese nel corso duro
Del cantiere a catena di cera –
L’ora più dura [l’ora] d’aria,
quando la merenda
era il pranzo della cena;
così le ore del niente
erano scandite dal nulla dei pasti
e un rosario annodato alle sbarre della croce
2 – Dallo Statuto si attende la vernice nuova
Per le verande avanti i fiori loro –
Tinte di bazar venute dall’estremo oriente
Assieme a pacchi di polline a Giove!
Nessuno avrebbe mai creduto
Che un occhio é meglio di uno solo,
[che] la sottana abortita era vergine
3 – Contando la base il quadrato é
Il multiplo del sistema binario
Nel calcolo da giardino in neve
Mentre la sete soffia nel cuore
L’addio del cane-pesce []
Mosso a compassione
Dal tallero del C i r c o-F o g n i
4 – [Ma] G e n t r i n a si trucca tricolore
Oggi é la ricorrenza della sede dei morti
E neanche si pone il problema della differenza –
Hanno pescato alcuni t a g l i a n e ve
Dei Modigliani finti
Spacciandoli come Bronzi di R i a c e –
La storia si ripete, si lucida il cannone
non la sporca pietra vivisezionata
nell’arco del volume che la possieda
come un nome spaccato in due,
il mostacciolo nel chiosco a cuore aperto
5 – La terra della tomba é l’abisso della nave fantasma –
Chi ha trovato il tesoro lo ha trovato
In una torre d’avorio – può accettare di svenderlo
Senza vederlo o rischiare
Una battuta di nebbia tra oro e m e r d a –
Ovvio il Consolato della mappa
Della muraglia cinese opterà per Confucio
Ma Marx non sa… Marx non sa…
6 – Dopo il lavoro si digiunò a fiale di merendine
Come se lo smalto dei putti siciliani avesse il potere
Di unire la m a t r i o s k a dal Cremlino al M e c d o n a l
[d’s
Ma il semaforo era giallo quindi le righe pedonali
Non videro il verde nel rosso
E un polmone solo respira il parto bilocale
7 – Alla lancia si unì lo schema di guerra
Fredda da quella calda al piano di sopra
Della carogna angelica di fegato
Trattato in liofilizzazione –
Il gabbiano non becca la pappa di Pomodoro-
W a r h o l ma alla macchia-caccia
Il Giano Bifronte – il petto suo é in vendita col becco
Del corno a tappeto di ruggine
8 – Flora della forca alata in tela di alta marca pesticida
Avanti lo Zar il complotto occidentale
Ci ha resi gravidi del fiore nucleare
Senza terra per seppellirci in un’unica fossa –
Passa la stanza dove ringrazio di sentire
Che qualcuno accanto a me scarica il cesso,
che qualcuno c’é che il pane del vino
sia il latte da bere!
9 – Via da questa città del mondo!
Al posto dei lampioni le stelle dei motel
Come candele di una [Via Crucis]
Con la gavetta scavata non
Per la trincea ma nella trincea –
L’anno del fiore é la terra della foglia
10 – Cristo non si é fermato ad E b o l i [*]
La realtà del confino
È calibrata dalla massa di costume:
se è diritta avanza sennò
il potestà il nervo di bue si mangia –
Il passaporto della regina
È il compasso del re
11 – Alla quarta [] della fiera degli zecchini
Il contrabbando venne declinato agli ebrei
Ma nessuna storia lo può confermare
Tranne quella nazista –
Erano le balle di fieno scrutate
Da una sonda messa negli oceani
In modo tale che la boa non affonda –
Il segnale passa se la luce
È nell’ombra
Roma 10 giugno 2020-06-2020, Giorgio Stella
Nota: le note in corso inutili tipo Cristo si é fermato ad E b o li ma una nota ‘comunale’ mi permetto: il centro della fine si assume la propria indipendenza ma quello post-centro semplicemente non può farlo pur volendo per cui perché condannarlo? Condannerei me stesso ma questo sarebbe nulla alla contraria formazione del centro stesso:
la propria moltiplicazione nel medesimo rango ad ogni essere umano ricevuto e poi ridato con l’appellativo di non
sapere quando ha chiesto addio.

Via da questa città del mondo!
Al posto dei lampioni le stelle dei motel
Come candele di una [Via Crucis]
Con la gavetta scavata non
Per la trincea ma nella trincea –
L’anno del fiore é la terra della foglia
MI PIACE,
NE FARO’ UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE.
grazie amico mio. mio amico.