La poesia della settimana. Camillo Sbarbaro

Padre

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso, egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’ altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando.
(la caparbia avea fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura, ti mancava il cuore:
che avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillante l’attiravi al petto
e con carezze dentro le tue braccia
avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch’era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Da Poesia italiana del Novecento, volume primo, Milano, Garzanti, 1980, p. 283.

5 pensieri su “La poesia della settimana. Camillo Sbarbaro

  1. Marco Masciovecchio

    Questa poesia è bellissima.
    Non conoscevo Sbarbaro, ringrazio Mencarelli che me lo aveva consigliato e te che oggi proponi questa poesia.
    Grazie

    Rispondi
  2. ema

    “ pel tuo cuore fanciullo t’amerei.”
    Impossibile non amare il cuore di un bambino.
    “Se non ritornerete come bambini…”

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *