
Tallone
Giorno e notte, qua sotto,
partono e arrivano i vagoni.
Al vento nero delle gallerie
sbattono giacche e giornali.
Si aprono le porte, si chiudono.
Facce, sedili, borse:
nasconde tutto, l’illuminazione.
Ma basta che sulle scale del mezzanino
spunti in mezzo alle scarpe un piede nudo
– un alluce, un tallone stretto in un sandalo –
e tu risenti addosso, come l’evaso
il faro che lo stana, la luce del mondo.
da Poeti italiani del secondo Novecento, volume secondo, Milano, Mondadori, 1996, p. 1029.

La nudità di ogni cosa, l’arma vincente, la spiegazione, l’emozione, la luce.
Versi originali…evocano l’indomabile istinto di libertà che freme sotto la pelle dell’uomo tecnologizzato, imprigionato nei congegni della modernità, che segretamente sogna di correre a piedi nudi nella natura selvatica ed esuberante.
GIORNO E NOTTE, QUA SOTTO,
PARTONO E ARRIVANO I VAGONI.
I vagoni possono esser paragonati ai pensieri che frullano nella mente, giorno e notte.
Partono vagoni, pieni di pensieri, rimanendo in attesa che ritornino al capolinea con una soluzione, che a volte non c’è perché immaginiamo chissà cosa, e altre volte è proprio sotto gli occhi e non la vediamo
A volte per TROVARLA, potrebbe essere utile
cambiare posizione,
cambiare rotta,
cambiare prospettiva ?