

Alberto Fraccacreta è nato a San Severo nel 1989, è assegnista di ricerca in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Collabora con alcuni quotidiani e webzine nazionali. Di prossima pubblicazione l’antologia poetica Sine macula. Poesie 2007-2019 per l’editore Transeuropa.
A cena con la tua assenza
Talvolta viene a trovarmi la tua assenza.
Allora, in visibilio, apparecchio
con precisione che esige devozione
e già la tavola brilla di posate all’ora esatta.
Una piatta ripulita mi do e dal bagno sento
l’orlo distorcersi, la crepa discreparsi,
ciò che non ha corpo farsi carne ?
ecco, bussa alla soglia di anni e anni persi
il tuo non esserci che mi vive.
Non c’è la donna della mia vita
ed è tenace negazione che diventa
eventualità, dono del possibile
eppure ostinazione del diniego che amo
per un dopocena nell’incavo
del non conosciuto, delusa ricaduta in sé
in vista di una più ospitale uscita dal me
che ancora non è,
ancora per poco, incontro di te.
*
Renoir dipinge Monet
Cosa gli sarà preso? Oggi dipingo ?
avrà pensato ? non la pittura
ma il sacerdote che la officia,
questa certamente la sua mira.
L’oggetto del mio stile oggi,
continua Renoir il ragionamento
nella stanza ovale, è lo stile di per sé,
il soggetto è oggetto:
non paesaggi generici o persone danzanti,
non Aline seduta in veranda,
specchi crudeli che nasconderanno la mano.
La tela glorifichi per una volta l’amante
e non egoisticamente lei stessa.
Narciso vada a passeggiare, prenda aria
come la donna amata che distoglie
da sé l’attenzione per lasciare
delicatamente spazio a chi la cantò.
Il giorno si confonde con la sera
affratellati nell’unica, diversa dirittura
dell’orizzonte, punto sfalsato in cui gli amici e i luoghi
tramontano insieme, entrano in simbiosi
nell’effigiare un solo luogo amico.
Là dove la figura che finisce inizia il luogo,
Creatore nelle creature, il simbolo
è carne, l’oscurità è vividezza.
Dipinge Monet, pensando a queste cose,
e ha un dubbio: presto è fugato. Continua.
Le pennellate sono ora pioggia
di sempre maggiori convinzioni,
torrente di una verità attigua
a cui mai aveva prestato fede
e la sbiaditezza ha una più alta ragione
di chiarità, di forza centrifuga
del dipingere che avvicina al centro,
si allinea al cuore del problema umano,
ombra perfetta del giardino di lui
all’Argenteuil.
*
Nuestra Señora del Buen Suceso
Dalla cella
Mariana Torres Berriochoa
vide le ics del
xx secolo entrare
e piroettare nel serto
del buio come
canoe incrociate
su ripidi torrenti
tra rafting e tubing.
Canoe secanti che tagliano
l’acqua e la sassaiola
del nuovo secolo alla gola,
rasoio che di netto
recide la carotide
del rio Guayllabamba,
spada di Cristo
per una morte mistica,
fuoriuscita capillare del futuro.
Da Sine macula. Poesie 2007-2019, Transeuropa, 2020
*
La poesia di Alberto Fraccacreta, originario di San Severo e trapiantato a Urbino sin dagli anni universitari, è legata a una spiritualità che insegue nel paesaggio, nella geometria dei luoghi e nell’alterità il termine esistenziale della ricerca del divino. L’antologia Sine macula (Transeuropa 2020), che comprende le sillogi pubblicate con l’editore Raffaelli Uscire dalle mura (2012) e Basso Impero (2016) più alcune sequenze inedite (Fioritura dell’iride e Alcune altre cose su Delia), risponde al desiderio d’innocenza e di integrità soggettuale (sine macula, appunto) a cui – secondo l’autore – tenderebbe la poesia tout court nell’incandescente dialettica tra io e tu lirico: una condizione edenica, perfetta, priva di macchia, in cui finalmente l’uomo «è nel tempo e nel luogo» (Apocalisse Urbino), sottratto alla schizofrenia ontologica e alla disarmonia montaliana con le cose. In tal senso, Delia – donna inseguita, idea, Gerusalemme celeste, Diotima – è la testimone, la candida iunctura di questo tendere incessante al compimento di sé, trasumanando pur nelle macerie di un mondo senza valori e senza canto.
