“Il Principe delle Arene Candide”, di Massimo Granchi

Recensione di Marisa Salabelle

Il Principe delle Arene Candide, di Massimo Granchi, Arkadia 2020

Il Principe delle Arene Candide, questo romanzo dal titolo evocativo e dalla copertina sontuosa, è uscito per le edizioni Arkadia meno di un mese fa. L’autore, Massimo Granchi, è come me cagliaritano di nascita e toscano di adozione, e la storia è quasi interamente ambientata a Cagliari, la mia città, tra il porto e la basilica di Bonaria, le strade strette di Marina e di Castello, il Poetto, Calamosca e la Sella del Diavolo. Si tratta di un romanzo di formazione: il protagonista, Edoardo, detto Edo, racconta se stesso a partire dai primi ricordi dell’infanzia fino al raggiungimento di una sofferta maturità.

I primi anni, in una famiglia apparentemente simile a tante altre, con la presenza di due donne di spessore, nonna Carmela e la domestica Ninnina, sono sereni: è la morte della nonna il primo, grande trauma che Edo deve affrontare. Negli anni si succedono eventi drammatici, primo tra i quali la separazione dei genitori: il padre di Edo e Luca, suo fratello maggiore, ha un’altra famiglia, un’altra donna e un altro figlio e decide di andare a vivere con loro, a Napoli. Per Edo è un evento inatteso e incomprensibile, che lo porta a mettere in discussione non solo il rapporto col padre, ma anche con la madre e il fratello. Il ragazzo si fa scontroso, solitario, prende le distanze dai familiari, inizia un suo difficile percorso che, tra periodi neri e nerissimi, lo porterà infine a diventare adulto, grazie soprattutto a una ragazza che gli vuol bene e al rapporto che riesce a ricostruire con Luca. Massimo Granchi segue il suo eroe nella crescita, attraverso le dure prove, gli errori, la ricerca di se stesso e della verità sui suoi rapporti con gli altri, dimostrando notevoli doti introspettive e una sicura capacità narrativa. Lo stile è asciutto, concreto, fatto prevalentemente di frasi brevi ma capace anche di lasciarsi andare a descrizioni e riflessioni toccanti.

E il Principe del titolo? Le Arene Candide? Be’, per quelli dovete leggere il libro! 

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

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