Come una nuvola bianca nella serenità del cielo
il foglio si dispiega sullo sfondo celeste.
Le mie dita danzano sulla tastiera
al ritmo lento delle parole tracciano
sillabe e ombre della mia vita.
Saltano a grandi passi da un tasto all’altro
simili all’airone che spicca il volo verso un oriente lontano,
mi staccano dall’opacità dello stagno.
Affaticato dall’ansia di volare alto
senza muovere un solo muscolo
non c’è nulla di bianco e azzurro
nel cielo dove m’innalzo.
Lampi muti tra nuvole gonfie di tante voci
raccolte in un canto e nel quadro
che ricompone pian piano visi, bocche d’amore,
labbra, corpi che s’intrecciano
e tornano a vivere
come cenere sparsa sulle parole già scritte,
hanno la forza di squassarmi il petto
con martellante memoria
di scenari vissuti
perduti e ritrovati.
Le mie dita si tendono
con delicata malinconia
alla pagina macchiata da schiere di stelle in viaggio
come le code di comete nere.
Le cercano le inseguono. Tornano sui tasti
immobili come aironi feriti.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.
MARCELLO COMITINI
L’AIRONE ©2020 – La lettura è di Luigi Maria Corsanico
Wolfgang Fortner – Variationen für grosses Kammerorchester
Immagine dal web elaborata da L.M.Corsanico
~~~~~~~
L’AIRONE ©2020
Come una nuvola bianca nella serenità del cielo
il foglio si dispiega sullo sfondo celeste.
Le mie dita danzano sulla tastiera
al ritmo lento delle parole tracciano
sillabe e ombre della mia vita.
Saltano a grandi passi da un tasto all’altro
simili all’airone che spicca il volo verso un oriente lontano,
mi staccano dall’opacità dello stagno.
Affaticato dall’ansia di volare alto
senza muovere un solo muscolo
non c’è nulla di bianco e azzurro
nel cielo dove m’innalzo.
Lampi muti tra nuvole gonfie di tante voci
raccolte in un canto e nel quadro
che ricompone pian piano visi, bocche d’amore,
labbra, corpi che s’intrecciano
e tornano a vivere
come cenere sparsa sulle parole già scritte,
hanno la forza di squassarmi il petto
con martellante memoria
di scenari vissuti
perduti e ritrovati.
Le mie dita si tendono
con delicata malinconia
alla pagina macchiata da schiere di stelle in viaggio
come le code di comete nere.
Le cercano le inseguono. Tornano sui tasti
immobili come aironi feriti.
Grazie Luigi e complimenti a Marcello Comitini!
APPLAUSI!!!!! davvero, a entrambi !!!!
“Leggere e’ sognare per mano altrui”
F. Pessoa