
Non guardano se stessi
C’è qui il vecchio pavimento, logorato dai piedi, incavato, fragile,
e qui c’era l’antica porta
da cui entravano piedi ormai morti.
Qui ella sedeva su una sedia
e sorrideva verso il fuoco;
là egli suonava il suo istrumento con toni sempre più forti.
Io danzavo in un sogno come un bimbo;
felicità adornava quel giorno;
ogni singola cosa risplendeva; eppure tutti guardavamo lontano!
È impressionante la semplicità con cui questa poesia di Thomas Hardy descrive una situazione così frequente eppure così drammatica: l’esserci senza esserci, lo stare materialmente in un posto, ma con il pensiero altrove. È la causa di molti malesseri e molte incomprensioni: la salute psichica e spirituale si manifesta innanzitutto nell’essere presenti con tutta la persona alle situazioni che viviamo. Erich Fromm, nell’Arte d’amare, illustra da par suo questa necessità primaria delle relazioni.
Il finale è folgorante:
“ogni singola cosa risplendeva; / eppure tutti guardavamo lontano!”.
Versi da ricordare, quando ci chiediamo il perché di certi stati d’animo.

Davvero folgorante e inaspettato questo finale! Inizialmente lascia disorientati.
Il commento fa luce, e aiuta a coglierne più profondamente il senso.