
Le anguille del Reno
Le anguille che ci arrivano dal Reno
sono dure a morire. Stimolate
dal pescivendolo s’agitano
nerastre in scarso ghiaccio
tra un bianco di polistirolo.
Il compaziente fatto compratore
ne chiede due. Le pesa una donna
che a un tratto grida: è scappata.
Con un guizzo più certo la piú piccola
è balzata dal piatto sul porfido
della piazza, ma è subito calma,
è facile riprenderla.
Tagliarle a pezzi non basta
per farle cessare di vivere.
***
La poesia è un linguaggio simbolico che interpella il lettore nella ricerca continua di un significato mai definitivo. Cosa evocano questi versi di Orelli? Fra le tante interpretazioni, c’è persino quella che identifica l’anguilla con la lingua.

A me viene in mente il dramma della vita, che continua a pulsare nonostante la violenza, l’ingiustizia, le contraddizioni. Battito incessante, incontenibile esplosione di energia.
“ l’anguilla, torcia, frusta,
freccia d’Amore in terra”
E. Montale
quando morì Giorgio Orelli, Flavio Ermini mi disse: ‘muoiono tanti poeti perché ce ne sono troppi’ […] mi assumo la responsabilità di quanto detto sopra. La poesia é fluviale é donna di fiume di Claudio Lolli dal vinile ‘canzoni di rabbia’ –
perdonate sempre giorgio stella roberto carifi é un account come si scrive