Lirico terapia. Giorgio Orelli, Le anguille del Reno

Le anguille del Reno

Le anguille che ci arrivano dal Reno

sono dure a morire. Stimolate

dal pescivendolo s’agitano 

nerastre in scarso ghiaccio 

tra un bianco di polistirolo. 

Il compaziente fatto compratore 

ne chiede due. Le pesa una donna

che a un tratto grida: è scappata.

Con un guizzo più certo la piú piccola 

è balzata dal piatto sul porfido

della piazza, ma è subito calma, 

è facile riprenderla.

Tagliarle a pezzi non basta 

per farle cessare di vivere.

***

La poesia è un linguaggio simbolico che interpella il lettore nella ricerca continua di un significato mai definitivo. Cosa evocano questi versi di Orelli? Fra le tante interpretazioni, c’è persino quella che identifica l’anguilla con la lingua.

4 pensieri su “Lirico terapia. Giorgio Orelli, Le anguille del Reno

  1. S&R

    A me viene in mente il dramma della vita, che continua a pulsare nonostante la violenza, l’ingiustizia, le contraddizioni. Battito incessante, incontenibile esplosione di energia.

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  2. Robertocarifi75

    quando morì Giorgio Orelli, Flavio Ermini mi disse: ‘muoiono tanti poeti perché ce ne sono troppi’ […] mi assumo la responsabilità di quanto detto sopra. La poesia é fluviale é donna di fiume di Claudio Lolli dal vinile ‘canzoni di rabbia’ –

    Rispondi

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