
Lasciarsi inondare dal dolore di Cristo, purificare dalla Sua passione: c’è qualcosa di più potente di questo? Abbiamo a disposizione gli strumenti per cambiare, ma ci è quasi impossibile avvalercene. Un errore di calcolo di Dio? O non, piuttosto, la nostra invincibile paura?

Si,credo che la paura atavica insita nell’individuo sia talmente grande da farci “accontentare” delle certezze terrene!(parlo per me stesso)
Consapevoli del fatto che molto ma molto probabilmente non ci troveremmo “attrezzati” per una personale gloriosa resurrezione dopo una misera morte!(le paure superano le certezze,del crederci,dello sperarci,perdendo il senso di QUELL’AMORE che,invece, avrebbe reso tutto POSSIBILE:
per Morire,per Risorgere,per Ascendere,…anche noi!!!
“quia Deo nihil est
impossibile”
L’istinto di evitare la sofferenza è quanto di più radicato possa esistere, e non solo nell’essere umano…bisogna ammettere che Dio non chiede poco! Soltanto lo Spirito può, a poco a poco, aiutare ad entrare nella logica della croce, e “dare agli inermi la forza del martirio”, in qualunque modo esso si presenti.
La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”. Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio.
Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce.
C’è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. “Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”. Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota.
AL DI FUORI DI QUELL’ORARIO, C’È’ DIVIETO ASSOLUTO DI PARCHEGGIO.
Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.
Coraggio, fratello che soffri. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
da Alla finestra la speranza, don Tonino Bello
LA PAURA DI SOFFRIRE CI FA DIMENTICARE CHE LA CROCE È UNA COLLABORAZIONE PROVVISORIA.
Ops! Dovevo scrivere, COLLOCAZIONE PROVVISORIA ??……
GRAZIE, A CHI ME LO HA FATTO NOTARE???