Glenn Gould plays Johann Sebastian Bach’s Partita no.6 in E minor, BWV830
immagine dal web di proprietà dell’Autore
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Spesso mi dico con un sorriso segreto
eccomi al mondo
sotto un cielo pesante e un sole nascosto
sapendo bene
che vivere è altro.
E sotto lo sguardo di un albero spoglio
con gli artigli piantati nell’alto
biancastro del cielo sento
il fiato del mondo scendermi intorno.
Come fosse un sasso il mio corpo
un sasso nero
che la neve scansa mi dico
eccomi al mondo
che non sa proprio che fare
dei miei occhi impietriti dei passi che muovo
cercando un sentiero in tanta neve intorno.
Mi dico la neve
rabbrividisce i germogli
toglie dai rami la linfa stende la veste
a ricoprire la terra d’uno stesso segno.
Nel tempo che torna indietro
di secoli i fuochi accesi al piede dell’albero
fanno chiudere gli occhi
bruciati dai fumi amari del legno.
Gli uomini sognano intorno ai bivacchi.
e nella bocca il sapore di niente
il fiato del mondo.
Se potessi creare dal mio nulla di sasso
una scaglia ad arco tagliente di luna
spartirei dai miei sogni
i sogni degli uomini
il loro ronzare di labbra che soffiano
invano sulle ceneri fredde dei loro cuori.
In quest’angolo di terra mi dico
piccolo come l’universo
il mio corpo è soltanto
un sasso nero che la neve ha scansato.
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Sempre grato a Fabrizio che condivide le mie poesie e a Luigi Maria Corsanico per averle lette.
Marcello Comitini – Un sasso nero
dalla raccolta Il fiato del mondo, 2015 – Marcello Comitini ©
da qui: https://marcellocomitini.wordpress.com/2019/02/27/un-sasso-nero/
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Glenn Gould plays Johann Sebastian Bach’s Partita no.6 in E minor, BWV830
immagine dal web di proprietà dell’Autore
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Spesso mi dico con un sorriso segreto
eccomi al mondo
sotto un cielo pesante e un sole nascosto
sapendo bene
che vivere è altro.
E sotto lo sguardo di un albero spoglio
con gli artigli piantati nell’alto
biancastro del cielo sento
il fiato del mondo scendermi intorno.
Come fosse un sasso il mio corpo
un sasso nero
che la neve scansa mi dico
eccomi al mondo
che non sa proprio che fare
dei miei occhi impietriti dei passi che muovo
cercando un sentiero in tanta neve intorno.
Mi dico la neve
rabbrividisce i germogli
toglie dai rami la linfa stende la veste
a ricoprire la terra d’uno stesso segno.
Nel tempo che torna indietro
di secoli i fuochi accesi al piede dell’albero
fanno chiudere gli occhi
bruciati dai fumi amari del legno.
Gli uomini sognano intorno ai bivacchi.
e nella bocca il sapore di niente
il fiato del mondo.
Se potessi creare dal mio nulla di sasso
una scaglia ad arco tagliente di luna
spartirei dai miei sogni
i sogni degli uomini
il loro ronzare di labbra che soffiano
invano sulle ceneri fredde dei loro cuori.
In quest’angolo di terra mi dico
piccolo come l’universo
il mio corpo è soltanto
un sasso nero che la neve ha scansato.
E torna nel cuore il mio sorriso segreto.
dalla raccolta Il fiato del mondo, 2015
“Cercando un sentiero” il nostro fine, la nostra missione.