
Ricordi il paradiso terrestre, quest’isola fuori d’ogni male, la natura originaria, dove il progetto è visibile e tangibile, dove la cattiveria e la violenza, l’invidia e la malignità non si sa cosa siano e se ci siano, perché il Signore ha parlato, e tutto esiste? È allora che tornano alla mente i momenti in cui si è espresso l’unico volere produttivo, la sola modalità di costruzione in mezzo alle macerie di una umanità che ora, proprio ora, entra nel tunnel di cui discutevamo da tempo immemorabile, quando tutti ridevano di queste prospettive un poco ostiche alla pancia molle della terra. Ma ora, a poco a poco, la nebbia si dirada, e si vede che cosa si annidi dietro la facciata del tutto è lecito, basta che lo si voglia realizzare. È il momento dei nodi che vengono al pettine, delle richieste esasperate che si scontrano le une con le altre, e i pensieri diventano cannoni, i sentimenti bombe nucleari, destinate a esplodere nel cuore malato del mondo, umano, troppo umano, che ha smarrito il senso di un progetto incubato nella notte dei tempi, quando ancora non c’era quello che vediamo, quando tutto era un punto nella mente di Dio e noi aspettavamo di scoprire l’oscuro antiprogetto in cui ogni intenzione è rovesciata nel contrario, dove la penna diventa fucile, la lettera d’amore dichiarazione di guerra, l’accoglienza invasione. Solo adesso s’intravede lo scenario che nessuno potrà mai chiamare castigo di Dio, ma solo conseguenza di ogni azione andata in direzione opposta al paradiso preparato dai secoli dei secoli. Amen.

Che esempio di resilienza???