Gesù ci aspetta: sta a noi desiderarlo, ascoltare la Sua voce, godere della Sua presenza. Ci sentiamo abbandonati, ma siamo noi a preferire quel paese lontano, il luogo e il tempo del peccato. Non resta che sperare nella carestia che fa rimpiangere la Casa.


Facciamo tanto gli splendidi,i “prodighi”,e ce ne approfittiamo;
sappiamo bene che c’è sempre un “padre misericordioso” che nonostante tutto ci riaccoglierà!
Di più,ne abusiamo:”sappiamo che sta lì ,alla finestra,aspettando di vederci arrivare, all’orizzonte,con il vitello grasso pronto da offrire,la veste nuova che si aggrada ad un principe,e l’anello, simbolo della casata!…
…per uno che torna, c’è n’è sempre un altro che “mormora”!
Ma si deve fare festa…nonostante la carestia… nonostante tutto…
Nel mese di Ottobre, In pellegrinaggio ad Assisi … per entrare nella basilica bisognava fare una fila di circa un 200 m. La basilica inferiore era gremita di gente. … In ogni celebrazione, si stava come sardine in scatola.
Due confessionali accesi, in attesa che arrivasse il penitente …
I confessionali vuoti …
NON È GIÀ UNA CARESTIA, questa?
Accolgo Gesù, ma … non pulisco casa.
Ops. Ma… Gesù scrive dritto sulle righe storte.
L’uomo non riesce a leggere neanche le righe diritte, figuriamoci quelle storte …