
In quei giorni c’era uno strano miscuglio di eventi e sentimenti, come se l’apice del non senso, la libertà sfrenata, la noncuranza dei valori si scontrassero per la prima volta, dopo anni di pace fittizia, con il baluginare delle armi, l’incubo della bomba, scenari da tempo rimossi e ora tornati prepotentemente alla ribalta, come se i nodi dovessero venire al pettine comunque. C’era un’aria di precarietà, nessuno si azzardava a lanciare programmi, a formulare progetti, cercando, semmai, di salvare il salvabile, di costruire bunker psicologici che difendessero da quella che sembrava un’appropriazione indebita di serenità. Tutto questo accadeva per rovesciare le false sicurezze, per smascherare le precarie architetture dell’uomo senza Cristo. Qualcuno, addirittura, parlava della comparsa dell’anticristo sulla terra, una figura ambigua che sotto una patina di cordialità e correttezza nascondeva l’antiprogetto del demonio. Questa ipotesi avrebbe spiegato molte cose, anche certe derive della Chiesa, che sembrava aver perso la solidità di convinzioni millenarie e si lasciava trascinare in un infido commercio con il mondo. I criteri più certi parevano cadere a uno a uno, concessioni imprudenti confondevano il confine tra la vita e la morte, il bene e il male. La gente era ogni giorno più disorientata e gli stessi ministri del culto dissentivano tra loro, creando scandalo tra i semplici, che non sapevano più a quale santo votarsi né se i santi potessero ancora dirsi tali. Si moltiplicavano le pubblicazioni contrarie alla sana dottrina, mentre qualcuno già auspicava la convocazione di un concilio che dirimesse le questioni più urgenti e moderasse gli animi più accesi. Ne saremmo usciti? Tutto questo accadeva perché stava per aprirsi un’era nuova, in cui la menzogna sarebbe stata vinta per sempre da un semplice rintocco di campana.

Grazie per queste chiavi di lettura che aiutano a intravedere la speranza, oltre le nubi oscure che si profilano all’orizzonte.