Continua a leggere. 27

Il sabato e la domenica aprono le gabbie: una folla di gente si riversa in questi prati, al punto da non distinguere più il sacro dal profano. Urla di bimbi si fondono col traffico dell’Ardeatina, piena di buche e code senza fine. Sotto la finestra si trascinano secchi e si gettano bottiglie, con un frastuono che ricorda la chiusura tarda delle birrerie. Sono finiti i tempi delle sbornie, quando affogavi la paura nelle Ceres, e t’illudevi di vincere il dolore nelle corse folli sul litorale pieno di luci, dove tra stelle e fari delle auto non c’era differenza. Ne hai fatta di strada: i sogni di una volta sono finiti nella differenziata, ora puoi guardare in faccia il terrore che ti aveva inchiodato appena nato, quando stavi per andartene prima ancora di arrivare. Pensavi che il destino assegnato alla tua vita fosse quello di sparire, di dimenticare prima ancora di aver ricordato. Ti accorgi di quanto prezioso sia stato l’effetto di quel carico enorme di dolore: solo tu sei in grado di capire le persone che passano per quel tuo stesso tunnel, le riconosci prima che parlino, da un gesto, uno sguardo, e puoi fornire loro la chiave per uscire di prigione. Cos’è stato a salvarti? Viene, nella vita, il momento in cui la terra s’incrocia con il cielo: per una pura coincidenza, ti sembra, ma era tutto pronto dai secoli dei secoli. È qualcuno che ti prende per mano e ti fa evadere dal carcere, come nel quadro in cui san Pietro è liberato da un angelo rosa, avvolto nella luce: l’apostolo è ancora addormentato, come pure i soldati, appoggiati alle lance rese innocue dalla guarigione profonda del cuore, dal bene che vince la violenza perché, semplicemente, è superiore. Sarà questa la svolta di un’epoca malata, prigioniera: l’amore aprirà le gabbie, riempirà i prati di gente che avrà visto la luce, visitata dall’angelo imprevisto e inedito di una libertà mai conosciuta.

Un pensiero su “Continua a leggere. 27

  1. S&R

    Bellissime queste parole che fotografano una scena quotidiana e poi la trasfigurano, lasciando trasparire la luce e la speranza nascoste dietro il velo dell’ ordinarietà.

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