Continua a leggere. 33


Dalla cucina si vedono i fiori profumati che non ricordo mai come si chiamano, ma loro lo sanno, e prendono il sole alle diciannove e zero quattro di questa quasi estate, in tempo quasi di guerra, in situazioni di emergenza di una quasi vita. Ma tu non lasciarti scoraggiare, lettore, e neanche tu, lettrice, perché c’è sempre una chance, anche quando tutto sembra chiuso, persino la finestra, ma c’è la zanzariera, e poi le sbarre, il cancello usurato dal tempo, che si ricorda di noi piccoli studenti delle medie. Basta poco perché il sole tramonti e appaiano gli uccelli dai canti più strani, quelli della sera, che non ricordo mai come si chiamano, ma loro lo sanno. Si vedono anche i due pinotti che fanno la guardia alla villetta, e poi, davanti, l’albero potato che non sembra più una quercia, se pure era una quercia o qualcos’altro di cui non ricordo neanche il nome. A volte penso che le piante e i fiori si offendano se non li riconosco, loro che stanno sulla terra da più tempo, e solo dopo sarebbero arrivati i personaggi che sì, questo lo so, chiamiamo uomini. C’è uno strano silenzio, interrotto soltanto dalle mosse felpate da infermiera della sorella americana, armata di una pazienza fuori dal comune, che io non potrei avere. Chissà dove sono tutti quanti, se hanno deciso di sparire in questo tempo anonimo di quasi guerra, di quasi vita, di quasi fine del mondo, in cui Gesù sembra vicino, anche se nessuno lo vede né lo pensa, come sempre. Lui c’era prima di ogni cosa e conosce tutti i nomi, anche quelli dei fiori e degli uccelli dai versi più strani, dell’albero potato che chissà se era una quercia. Ora devo andare, ma mia madre mi dirà: perché? e io risponderò sulle note dell’ultima canzone che le faccio sentire, Meraviglioso di Modugno, che ogni volta si commuove e si ricorda che parla di uno che si voleva suicidare, e invece viene un angelo e lo salva. Ecco, l’uccello canta e non so nemmeno il nome, ma Gesù lo saprà, questo mi basta.

2 pensieri su “Continua a leggere. 33

  1. S&R

    Un flusso di coscienza che si dipana tra avvenimenti, ricordi e riflessioni, per confluire in ciò che conta, dove tutto ritrova il suo nome e il suo senso.

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