
Mi guardi, da quando ti ho portato qui, salvato dall’oblio del magazzino. Sei voluto venire da me, per una di quelle coincidenze decise dall’ eternità. Alla fine di una domenica di maggio mi chiedo se ho corrisposto alle tue attese, se ho portato lo Sguardo alla gente che ho incontrato, se l’omelia sapeva di questa nostra intimità, che hai voluto donarmi. Ti conosco: sei venuto al mondo per svelarci i segreti più umili, quelli che nessuno vuol conoscere. La verità è nel magazzino, nell’oblio, in ciò che sembra non contare, non servire, ma è l’inizio e la fine, il progetto e la ragione. Tutto corre verso l’esito previsto, eppure imprevedibile. Il futuro lo leggo nei tuoi occhi, il crollo dei poteri, la rinascita dei poveri, la contraddizione che esplode nelle mani di chi pensava di avercela fatta. Manca poco, all’ora, la Madonna sulla collina ha l’armatura, il caos è arrivato al colmo, si può fare solo marcia indietro, rinnegando le illusioni. Mi guardi, mi predici il futuro che per te è presente, un oggi eterno da cui noi appariamo come immagini in rilievo, sogni che non sanno d’essere sognati, il cogito di Cartesio si trasforma in cogitor: non penso, ma sono pensato, sono perché sono amato, è qui che cominciano le storie, i tradimenti, le morti e le rinascite. È qui che è scritta la tua storia, le tue telefonate a tarda notte, gli occhi strabuzzati, l’idea balzana di farcela con le tue povere forze. Chi l’avrebbe detto che dal magazzino sarebbe partita la riscossa? Tutto nasce dal volto, dall’incrocio delle storie, dalla stanza ormai sepolta dai libri, dove ogni tanto si produce il ticchettio del dito sullo smartphone, la testa china come in un anticipo di sonno, l’Ardeatina che bolle di motori, mentre il tuo sguardo-parola mi dice non ti preoccupare, gioca la partita, sarò io a segnare il punto della vittoria finale. Solo ora capisco che quel volto venuto da lontano, appeso alla parete, approdato qui da un magazzino polveroso, in realtà è il mio volto, il mio vero io, dimenticato.

Meraviglioso.
Sempre più intense le tue parole, e sempre più profonda la discesa nell’intimita’ del cuore.
Note vibranti!!!!!