Continua a leggere. 41


Il boschetto delle confessioni è pieno di odori e di uccelli dai versi più bislacchi. Forse sono loro che confessano i peccati, in vece nostra, perché la natura sa bene dove si aprono le falle, dove i conti non tornano, anche se qui si vede meno, tra gli alberi e le siepi, le mosche che planano ronzando sui pantaloni estivi, il sole che batte al di là della tettoia, come un amico nemico pronto a colpirti. Ci spostiamo ogni tanto, fuggiamo dal calore come dall’angoscia che ti prende quando pensi a tua madre, all’incrocio impazzito dei messaggi, al temporale di comunicazioni che ti opprime ogni momento. Silenzio. Si sente un vociare femminile, oltre le mura, come se il mondo fosse fuori, come se nel giardino dei cuori contriti non ci fosse più spazio per l’incoscienza delle chiacchiere, e perfino le sedie fossero assorte in un cosmico esame di coscienza. Siamo in due a confessare: orecchi che ricevono notizie dall’ombra e le devìano in direzione del sole, al di là della tettoia, l’amico nemico che punisce e risana, e che a ogni penitenza non riesce a nascondere un sorriso. Una farfalla bianca mi ricorda di don Mario, che certamente è qui, che continua a farmi compagnia, ad ascoltare i peccati che visti dalla parte del cielo hanno un’altra consistenza, come se ciò che entra in contatto con Dio non potesse non alleggerirsi, come gli inseparabili che partono in coppia dal pino più alto e volano alla volta della chiesa all’aperto, verso le sedie sistemate dai seminaristi, i gatti che non sanno dove andare, ma ci vanno. Silenzio. La grotta di Elia è un poco oltre, col profeta che si sbraccia contro qualche idolatria: ricordo le sere in cui il futuro compariva all’improvviso, come il gatto bianco e nero che veniva vicino fingendo indifferenza. Il tempo è un animale diffidente e tenero, che ci desidera e ci evita, e noi siamo appesi ognuno al proprio filo, in volo, come gli inseparabili e le tortore, come il sole che si abbassa sempre più, che è minaccia e promessa, fiamma che brucia e luce che illumina il cammino. Ricordi? Ricordi? I peccati sono il canto di uccelli che raggiungendo il cielo si trasforma nelle scie biancastre dei velivoli, nelle nuvole che appaiono e scompaiono, nel sorriso di don Mario che è certamente qui, dall’altra parte del cielo.

2 pensieri su “Continua a leggere. 41

  1. S&R

    Queste parole palpitano di bellezza, e uniscono in armonia gli opposti, impresa possibile soltanto al linguaggio dei simboli, dei sogni e dellla poesia.

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