
Più lavoriamo, più Gesù si riposa: è la legge della vita vissuta nello spirito. L’ozio è il padre dei vizi, dice il proverbio, e questi costringono il Cristo a un lavoro faticoso, a volte mortale, com’è stato sulla croce. Lavoriamo su noi stessi, e proverà sollievo.

L’uomo,purtroppo, è come il lupo:
Perde il pelo ma non il vizio!
…e chissà quante volte LO abbiamo ri-crocifisso!…
e purtroppo chissà quante volte ancora ricapiterà!…
LUI,come tu dici caro don, è sempre al lavoro;…e non gli consentiamo nemmeno di farsi “una settimana di ferie”… ahimè… tapini noi!!…..
Il lavoro su di se’ è arte, arte di vivere ma anche di morire, a se stessi, a tutte le convnzioni che ostruiscono il contatto con la scintilla di amore, sepolta sotto l’io e le sue sovrastrutture.