
Carla Saracino è di Maruggio (Taranto). In poesia ha scritto I milioni di luoghi, LietoColle, 2007 (Premio Saba Opera prima), Il chiarore, LietoColle, 2013, Qualcosa di inabitato insieme a Stelvio Di Spigno, Edb, 2014, Paesaggio, Gattili, 2018. Ha scritto anche dei libri per bambini, tra cui Gli orologi del paese di Zaulù, Lupo, 2012, Fiabe lombarde, Pane e Sale, 2018, Il mare è…, Kurumuny, 2021, Un giorno come gli altri, Kurumuny, 2021,Scrive per la rivista digitale Monolith monolithvolume.com.
I
Avevo sedici anni e qualche astuzia.
Ero un animale sulla terraferma o un fiore
celebrato nella stanza.
Ero un regno prossimale, vicino al mare.
Nascevo nell’immagine di chi guardava.
L’orlo ricucito era quello della mia nave.
È il nostro vuoto che muta o il desiderio di riempirlo?
*
II
Non piangere, mia ostinata eleganza.
Dimmi, seriamente:
è stato un fallimento il tuo intento di erranza?
Forse cammini lentamente sotto le ombre
da quando sei sorta, pietà camminante,
lunga donna dal collo che si volta.
Ma io ti avviso, giacente sul letto, bella.
Nessuno ti chiamerà più.
*
III
Chi vive dietro di te, appena sopra
il respiro che adesso allenta l’aria,
diviso dalla vita e mai più morente?
Chi sta in questo transito di natura
poco dopo il cuscino, la testiera,
la luce della stanza?
Vai a intermittenza sulle prove di fuga,
le notizie rotte
il firmamento alato che sfugge al colore
della stanza e imbianca il tessuto, le lenzuola.
Il tuo viso là fuori sconosciuto a tutti.
Da Quest’ora d’estate, L’arcolaio, 2022.
La casa e l’estate. Si sviluppa intorno a queste due polarità il nuovo libro di Carla Saracino. Un’opera densissima, con versi meditati e colmi di tensioni interne. Lo si può già notare nel bellissimo testo d’apertura: “Il tempo declina e la spiaggia nasce sulla pagina. / Vedo le dune approssimarsi al dito che sfoglia. […] Non si tratta di una casa o dell’estate che affolla i pensieri. / Si tratta di una pena e del suo impossibile. / Del vedere prima di patire. / Si tratta dell’irredimibile”. La poetessa di Maruggio, giunta alla sua quinta pubblicazione poetica (ma ha scritto anche quattro libri per bambini), conferma tutte le sue qualità già evidenti al suo esordio nel 2007 con I milioni di luoghi pubblicato da LietoColle. Quest’ora dell’estate non è una raccolta di versi, ma un libro di poesia strutturato. I continui richiami tra i vari testi – anche trasvolando da una sezione all’altra del libro – creano riverberi e altri effetti luminosi tra le parole. Una cosa veramente rara ai tempi d’oggi.

Meglio di voi io so cantare il verme
perché passo il testimone d’alloro
da una Morte all’altra col solo sguardo
di chi un giorno o forse una notte
fece brillare l’armilla, il colore
dell’ombra nel tempo antelucano.
Trascorsi chi sa quanti inverni accanto a quel fuoco
che divorava non bruciando sogni d’amori mai sognati,
speculae di concetti in filigrana, smanie di ossa, riflessi
di perduta carne nei bordelli: tutti, in via dei Crocicchi, i lupanari!
Tredici le stazioni – scosciate! – perché la vagina
del mondo mostrata fosse alle orbite di teschi recidivi.
Il commiato fu chiaro, intenzionale, come una visione
di Blake! – un epitaffio estremo di chi non la vita lasci,
ma l’amplesso goduto come una giovane leggenda,
una batteria di percosse sotto la carnale artiglieria di sordidi capricci.
Bardi gentili, io vi ringrazio dal Regno delle Ceneri,
ma la rinuncia non è la chiave della rassegnazione!
Ancora brucia, brucerà sempre, anche dopo l’inutile
giudizio universale, il sesso di dove morti siamo usciti,
di dove vivi rientriamo… per celebrare, truccati, una commedia!
antonio sagredo
Maruggio-Campo Marino, 24/25 luglio 2008