Le parole della settimana. Ildegarda di Bingen


«Giungeranno tempi in cui le donne per conseguire la santità dovranno spogliarsi della loro natura. Poiché l’uomo è stato creato dal fango, mentre la donna è stata plasmata dalla carne e dal sangue. L’uomo al principio era nudo come un simulacro, per questo chiese alla donna affinché lo vestisse con la carne e con il sangue. L’opera fu uno stampo perfetto, come era nelle intenzioni del Grande Vasaio. Ma i tempi cambieranno. Si chiederà alle donne di dimenticare il corpo, vedendo in esso poco più dell’impaccio di una scorza. Come dice Aristotele, che la deformità della donna non fa parte dell’ordine naturale delle cose, il santo tanto più sarà innalzato quanto più si distaccherà dalla gabbia delle viscere. Le donne sante diventeranno pneumi. Dio, invece, che ama in ogni cosa la discrezione e l’armonia, non ha creato l’anima perché stesse a sospirare, ma affinché albergasse nel corpo, come l’ape nella sua arnia di miele. Ma questo mio intendimento non avrà fortuna, nei tempi a venire, in cui alla discrezione si preferirà l’eccesso e alla misura la vertigine». 

Così disse e io un poco quietai la malinconia che mi visitava ogni tanto come un’eclissi di sole. Il mio cruccio era di sentirmi lontana dalla santità, sempre fuori luogo, come quegli esuli che chiedono ovunque asilo senza sentirsi mai a casa, figli dell’orfanezza. Ora cominciavo a comprendere che, piuttosto che diventare santa, dovevo diventare donna. Ildegarda aveva impiegato tutta la vita per esserlo.

[da Lucia Tancredi, “Ildegarda, la potenza e la grazia”, Città nuova]

Un pensiero su “Le parole della settimana. Ildegarda di Bingen

  1. S&R

    L’armonia di corpo, psiche e spirito…”amiamo ogni cosa e in ogni cosa conosceremo il mistero di Dio” scriveva Dostoevskij.
    Bella l’ha dea di questa nuova rubrica!

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