
Chi avrebbe mai pensato di utilizzare un film su Babbo Natale per un seminario sui rapporti tra Diritto e Letteratura? Mi è capitato di farlo (grazie al saggio di Bruno Cavallone, La Borsetta di Mrs Flite) abbinando Miracolo nella 34^ Strada (1947) di George Seaton al thema probandum nel processo. Kris Kringle (Christ-Kindl) sostiene di essere davvero Babbo Natale. Dopo una colluttazione con lo psicologo del Grande Magazzino, dove veste i panni di Santa Claus per la meraviglia dei piccoli, viene arrestato. Le Poste, prendendo spunto da una lettera inviata in Tribunale, decidono di indirizzarle tutte presso il Palazzo di Giustizia. La corte, dunque, sentenzia: non dovendo provare se esista o meno Babbo Natale, risulta invece provato che la città di New York riconosce nel signor Kris Kringle Babbo Natale, a conferma che una sentenza non certifica la Verità ma una verità intersoggettivamente riconosciuta. Nel 1994 Les Mayfield ne ha fatto un remake con Richard Attenborough nel ruolo di Kingle, ma il risultato non è stato lo stesso. In Fatman di Ian e Eshom Nelms, Cris Cringle (Mel Gibson) subisce, dopo molti anni, la vendetta di un bambino viziato che aveva ricevuto un pezzo di carbone. Mandante e killer non hanno, però, fatto i conti col vizio inerente al piano criminale: Babbo Natale è immortale. L’idea di trasformare la leggenda di Santa Claus in una dark-story è suggestiva, benché il film sia stato dichiarato (a torto) il peggior film di Natale del 2020. Quest’anno è uscito Una notte violenta e silenziosa (Violent night) di Tommy Wirkola che utilizza lo stesso ribaltamento.
È evidente il legame col filone cattivissimo inaugurato nel 2003 con Babbo bastardo di Terry Zwigoff (di cui c’è anche un sequel nel 2002), in cui Santa Claus rischia davvero di essere accoppato. Cerca ancora di ribaltare lo stereotipo natalizio Fred Claus – Un fratello sotto l’albero (2007) di David Dobkin. Qui il lato oscuro del Natale è rappresentato da un fratello, doppio-opposto del santo. Accanto, anzi prima delle versioni scorrette e dark, c’è stata anche una trash. Già nel 1964 esce Santa Claus contro i Marziani (Santa Claus Conquers the Martians) del 1964 di Nicholas Webster.
Chi vuole tornare, invece, allo spirito del Natale, quello autentico perché riguarda solo i bambini, deve guardare Polar Exspress (2004), film di animazione di Robert Zemckis. Oppure, se gli piacciono atmosfere più gotiche, Nightmare Before Christmas (1993), altro cartoon diretto da Henry Selick, ma diretto e prodotto da Tim Burton. Anche in Italia, a parte gli immancabili cine-penettoni, si può gustare la riuscita prova natalizia di Aldo, Giovanni e Giacomo, con La banda dei Babbi Natale (2010) di Paolo Genovese, con la gustosissima Angela Finocchiaro. Infine, il Babbo Natale interpretato da Gigi Proietti, commiato postumo a tutti i suoi ammiratori, con Io sono Babbo Natale (2021) di Edoardo Falcone. Ma il vero alter ego del bonaccione e un po’ ipocrita Santa Claus è Il Grinch (2000) di Ron Howard interpretato da Jim Carrey, il quale conferma il suo grande genio trasformistico.
