Valentina Calista, due testi per san Francesco

Nella cella scura
la pietra è verbo,
parole di vero e vento
(San Francesco, San Bernardino
da Siena) e sacre orme
nella terra nell’aria.
È tutta una benedizione
d’incanti e pietre,
luogo di creature
solcate da silenzio e luce.
Luogo di canti smodati e vento
lecci secolari e chiome.

Benedette le vostre mani
Insieme, salvezza degli ultimi,
ad indicare le stelle
a chi le costellazioni
non sapeva guardarle.

Tutta questa pietra
scavata da preghiere
che sanno d’abissi e luci,
quotidiano intercedere
in ombra, cecità occulta
prima io, secondi voi, tutti.
C’è vita che parla eternata
in secolari gesti d’umiltà.
Piegatevi al volere dei santi.
Piegatevi al sonno dei pazzi.

*

Laudato si’, mi’ Signore
cum tucte le tue creature,
per ogni soffio di vento
che non tace e crea agitazione,
per tucte le fiamme del cielo
della cui luce conosco il nome,
per ogni gesto fatto presenza
e taciturna responsabilità d’amore,
per la salvezza còlta nel fiore
per la saggezza dell’albero
per la notte che crea preghiera
per la vita che si compie a sera.
Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate
che la vita col suo sguardo tempesta può causare.

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