
Da oggi è in libreria I visitatori celesti (Einaudi 2024) di Chandra Candiani. Un invito ad ascoltare i visitatori celesti per rimanere umani, un saggio che come un esercizio poetico “è uno straordinario acceleratore della coscienza, del pensiero, della comprensione dell’universo” (I. Brodskij, Profilo di Clio).
I visitatori celesti sono quattro figure che portano un messaggio: non si scappa dall’invecchiare, dall’ammalarsi, dal morire, ma c’è una Via, opposta all’oblio, che nell’affrontarli trascende il danno e la sofferenza. Per questo sono detti «messaggeri», perché portano notizia bruciante, messaggio che risveglia, e «celesti» perché non si limitano a rivelare l’ineluttabilità delle sfide radicali della vita, ma ci aprono anche la soglia di significati altrimenti ignorati: significati celesti, che vengono da un al di là della condizione rassicurante e confortante in cui di continuo ci rintaniamo, a causa dell’angoscia in cui la finitudine e il dolore ci gettano.
Nelle parole di Chandra Candiani: «Queste parole sono il goffo tentativo di tradurre in linguaggio un sorriso. Quel sorriso accoglie tutto, anche i danni piú crudeli, senza enfatizzare e personalizzare, e consegna l’altro, senza che nemmeno se ne accorga, alla vocazione della non-violenza».
Chandra Candiani è nata a Milano nel 1952. Con Einaudi ha pubblicato nella collana di poesia La bambina pugile (2014), Fatti vivo (2017), La domanda della sete (2020) e Pane del bosco (2023). Nelle «Vele» ha pubblicato Il silenzio è cosa viva (2018) e Questo immenso non sapere (2021). Negli ET le favole di Sogni del fiume (2022). Altri suoi libri di poesia sono Bevendo il tè con i morti (Interlinea, nuova edizione 2022) e Vista dalla luna (Salani 2019). Ha curato inoltre, con A. Cirola, Ma dove sono le parole? (Effigie 2015).
