Tre fisse a… (domande semplici e concrete)

di Patrizia Baglione

 

Tre fisse ad Anna Segre

 

  • Quanto influisce bellezza, dolore e amore nella tua poesia? 

 

Bellezza, dolore e amore, sarebbe come dire sale acqua e farina, senza i quali nessun pane sarebbe possibile. Sarebbe come dire i nucleotidi, cioè i monomeri che formano il DNA, le informazioni fondamentali per narrare la storia personale di ognuno. Sono strumenti di conoscenza, bellezza dolore e amore, che ci rivelano a noi stessi, che ci spiegano il mondo, partiamo da lì. Perlomeno io, di sicuro.

 

  • C’è un testo a cui sei più legata. Se sì, quale e perché? 

 

Ci sono molti testi cui sono affezionata, poiché per molto tempo ho cercato nei testi le risposte e le domande. Come se fossero più inoppugnabili delle esperienze o delle testimonianze orali, come se avessi bisogno di un testo a sostegno. Ne metterò qui uno brevissimo di Patrizia Cavalli:

L’educazione permette di mangiare 

con educazione e permette 

altre cose; ma se vuoi volare 

le ali si hanno o non si hanno. 

Prego notare il punto e virgola che toglie perentorietà alla stupenda perentorietà del testo.

 

  • Come vedi il futuro della poesia?

 

La poesia è. Se ci fossero strategie editoriali di distribuzione decise a vendere la poesia, sarebbe best seller come molti altri generi letterari. Tanti leggono poesia, mi viene da dire tutti ne scrivono almeno una volta nella vita. La poesia è il gorgheggio dell’essere umano. Ho fiducia nella qualità dei veri poeti, io fremo, cerco risonanze, mi nutro di versi, continuamente, come mangio tre volte al giorno. La speranza sul futuro della poesia è strettamente connessa a quella sul genere umano: finché ci sarà un canto, non sarà la fine.

 

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