da qui
Latenza
La mano
resta uguale.
Contiene
lo stesso potenziale
di amore e di violenza.
Tutto è in latenza
dal giorno in cui nasciamo.
La mano
resta uguale
anche adesso che ha rotto
quello che ha scosso
ancora capace
di protezione, capienza.
Ma ciò che si è rotto
ora vuole
che ogni pezzo riceva
almeno una volta
il suo vero nome.
Che non venga di nuovo
in fretta
sepolto.
*
Non crede sia accaduto
Non crede
non solo chi non vede
non crede
chi beve allo zampillo
ricorda
il fresco sul palato
e ignora, non si cura
del ristagno
non crede
chi scambia ciò che vede
per riflesso
effetto secondario
provocato
non crede
chi ha fede solamente
in ciò che è familiare
non crede
chi crede
che l’ombra si redima
col suo aiuto
e non sospetta il buio
che finge e si sottrae
non crede
chi in fondo
non può farlo
se è vero
che forse non crediamo
in ciò che non sappiamo
poi affrontare.
*
Esercizio di discernimento
Guarda bene.
In ciascuno, erbe sane e veleni.
Ma è la dose
che dà forma al tutto.
È il suo impatto
il suo costo
è ciò che prevale.
Non confondere il buio
del quale
si rivela il profilo
per tenerne nascosta la massa
la violenza
che si dice (se ammessa)
ferita
– accudita persino dal mondo –
anche quando
tra i corpi
scavalca il confine.
Non è alieno il suo seme
a nessuno.
Tu stai attenta al terreno
dove cresce
si allena
si sdoppia
rinverdisce ogni volta.
Scappa
prima.
Se là crolli
ti daranno la colpa.

Nn confondere il buio quando si rivela il profilo…. Complimenti x questi versi di clandestinità di classe epica, monarchia, stoica. Grazie x quello che il mio possa valere. Echi di Camelot ed altre suggestioni.
Del quale perdona.