Raffaela Fazio, quattro poesie

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Le poesie:
dalla sezione Materia oscura de Gli spostamenti del desiderio (Moretti&Vitali, 2023)

 

Latenza

La mano
resta uguale.
Contiene
lo stesso potenziale
di amore e di violenza.
Tutto è in latenza
dal giorno in cui nasciamo.

La mano
resta uguale
anche adesso che ha rotto
quello che ha scosso
ancora capace
di protezione, capienza.
Ma ciò che si è rotto
ora vuole
che ogni pezzo riceva
almeno una volta
il suo vero nome.
Che non venga di nuovo
in fretta
sepolto.

*

Non crede sia accaduto

Non crede
non solo chi non vede
non crede
chi beve allo zampillo
ricorda
il fresco sul palato
e ignora, non si cura
del ristagno

non crede
chi scambia ciò che vede
per riflesso
effetto secondario
provocato

non crede
chi ha fede solamente
in ciò che è familiare

non crede
chi crede
che l’ombra si redima
col suo aiuto
e non sospetta il buio
che finge e si sottrae

non crede
chi in fondo
non può farlo
se è vero
che forse non crediamo
in ciò che non sappiamo
poi affrontare.

*

Esercizio di discernimento

Guarda bene.
In ciascuno, erbe sane e veleni.
Ma è la dose
che dà forma al tutto.
È il suo impatto
il suo costo
è ciò che prevale.

Non confondere il buio
del quale
si rivela il profilo
per tenerne nascosta la massa
la violenza
che si dice (se ammessa)
ferita
– accudita persino dal mondo –
anche quando
tra i corpi
scavalca il confine.

Non è alieno il suo seme
a nessuno.
Tu stai attenta al terreno
dove cresce
si allena
si sdoppia
rinverdisce ogni volta.
Scappa
prima.

Se là crolli
ti daranno la colpa.

2 pensieri su “Raffaela Fazio, quattro poesie

  1. Giorgio Stella

    Nn confondere il buio quando si rivela il profilo…. Complimenti x questi versi di clandestinità di classe epica, monarchia, stoica. Grazie x quello che il mio possa valere. Echi di Camelot ed altre suggestioni.

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