
Ci ha lasciato Francesco Marotta. Era nato settantuno anni fa a Nocera Inferiore ma ha vissuto in provincia di Milano dove ha insegnato storia e filosofia. E’ stato un poeta e un traduttore raffinato. Ha animato uno dei primi e più autorevoli blog letterari, La dimora del tempo sospeso. La sua ultima opera è Polvere, pubblicata da Anterem un anno fa. Personalmente l’ho conosciuto grazie al suo blog. Anzi, devo dire che è stato il primo che ho frequentato. L’ultima volta che ci siamo sentiti, qualche anno fa, si lamentava dello stato attuale della poesia, anzi, meglio, del mondo della poesia: rumoroso e conformista. Giustificava così il suo isolamento. Eppure, egli, con il suo blog, ha dato spazio alle voci più autentiche e promosso presenza e dialogo poetico e culturale. E’ rimasto comunque fino all’ultimo fedele alla sua vocazione, secondo cui, con le parole del suo poeta più amato René Char, la poesia se non si fa “tempesta” diventa puro calligrafismo, un “ricamo sulla pelle del nulla”. Lo associo ad un’altra figura che ci ha lasciato troppo presto, Gianmario Lucini, poeta ed editore, accomunati dalla stessa figura ieratica.
La poesia più potente è quella silenziosa.
(Pasquale Vitagliano)
da Esilio di voce
scrivi strappando chiarori di pronome
dalla voce la luce malata
che s’innerva
al rantolo di un verbo scrivi
con lo stilo di ruggine che inchioda
l’ala nel migrare anche la morte
che sul foglio appare dal margine
di sillabe di neve s’arrende alla caccia
al sacrificio necessario
dell’ultima lettera superstite
*
ci accomuna la conta differita dei morti
la mano adusa a separare codici e correnti
dal gorgo dove si adunano le ore
indicibile chiusa
di apocrifi in sembianti di volti
di giorni in forme declinanti
di parole
*
come questa luce di specchio
quando raccoglierla è già spreco
di fulgidi rosa un chiedere al sonno
gli spazi
intagli per minimi azzurri
l’abuso di crescere che sia privo del prima
mutilata la mano da una lama
d’inchiostro
che trema sul foglio

Grazie di cuore, Pasquale, e grazie a Francesco, per tutto quello che ci ha dato. Per tutto quello che mi ha dato.
E’ ancora viva, la poesia di Francesco Marotta.
Che grande dispiacere. Come dimenticare questo libro fulmineo. Devo a Francesco Marotta tanta gratitudine per essere stato tra i primi a proporre mie poesie giovanili sul suo coltissimo blog. Ricordo un suo breve ma profetico commento. Mi dispiace non averlo potuto conoscere di persona ma sono stato un suo ammiratore lontano e silenzioso fin da subito, un quindicennio fa. Un caro saluto a tutti.
Mi unisco ai ricordi affettuosi per Francesco. Anche per me la sua attenzione è stato un dono fertile in un momento importante. E come non concordare con la sua diagnosi, ahimé. Dispiace solo non essere riuscito a sentirlo in questi ultimi anni. Un abbraccio grande ai suoi cari
Un caro ricordo per Francesco. Poeta e amico.
Un abbraccio
Grazie Pasquale per il tuo ricordo.
Francesco, tra le altre cose, ha fatto parte della prima redazione di LPELS.
Oggi l’ho brevemente ricordato anche io nel mio blog: https://giovanninuscis.wordpress.com/2025/07/14/in-ricordo-di-francesco-marotta/#more-2076
Ricordo che mi aveva particolarmente colpito “Il verbo dei silenzi”.
Ciao, Francesco.
Uomo di altri tempi.
Si dice così, ma non è così.
Uomo di nessun tempo e di nessun luogo.
Uomo di lettere, alla ricerca del significato,
dubitando di ogni significato trovato.
Il poeta, conservatore degli infiniti volti di ciò che vive,
dice René Char che Francesco amava.
Amare un poeta.
Amare la poesia.
Forse, a volte, odiarla, perché di fronte ad essa
la realtà sfigura quasi sempre.
Credere nella parola.
Nonostante tutto.
Perché non c’è alternativa per chi vive, per chi è vissuto
con lei come con un’amante difficile.
Creare.
Resistere.
Creare.
Ecco, l’eredità di Francesco.
Non smettere, non arrendersi a quello che c’è,
ma andare oltre.
E oltre ancora.
a F.M.
Berlin, 16.7.2025
Clessidra silenziosa
Costernato. Tutti più poveri, il mondo più povero, la vita più povera. Restano solo, come per tutto, le parole. Grazie Francesco, ciao.
un personaggio di cui ascoltare anche i silenzi ed assorbirne le fonetiche oltre la parola scritta…..