La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Antonietta Gnerre

È svanito il programma del giorno.
Nel bosco i rami hanno smesso
di spiare le ballerine bianche.
Resto a casa. Invoco gli oggetti
di fare silenzio: il vaso rotto in un angolo,
le riviste in disordine accanto al lume.
I quadri alle pareti attraversano
la nebbia degli anni. Mi chiamano
ancora con il mio nome di battesimo.
Ora ripeto un segreto a voce bassa,
trattenere i ricordi nelle mani.
Nel giardino, sulle sedie di paglia.
Nel gesto millenario di accarezzare l’acqua.
Di pregare un petalo di geranio sul davanzale.

(Da Umano Fiorire, Passigli Editori 2025)

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