di Fabrizio Centofanti
Mi interesso di felicità. Tutti la cercano, dall’alba dei secoli. A proposito di albe: qui al Santuario sono straordinarie, forse solo per me, che le vedo dalla finestra giusta. La felicità la si cerca dappertutto, generalmente nei posti sbagliati. Bisogna trovare la finestra.
Un libro intelligente potrebbe procedere per esclusione: mostrare quante vie fallimentari si possano battere per raggiungere questa meta che sfugge, come se potesse trovarsi solo quando si è smesso di cercarla. Non darò la soluzione troppo presto. Ci scherzo anche a messa, dopo aver sollevato l’interesse intorno a una risposta: “ve la dico un’altra volta”. L’omelia è il momento giusto per istigare alla felicità. Avete capito bene: si può preferire la tristezza, che i Padri della Chiesa collocavano tra i vizi capitali – o meglio, tra i pensieri cattivi.
È bello che Gesù cominci il suo discorso programmatico con la parola “makarioi”, felici. Vuol dire che ha affrontato l’avventura terrena con l’intento di indicarci la via per diventarlo, per lasciarci alle spalle la tristezza. Istigare alla felicità.
Gesù era felice: si capisce dai dettagli. In ogni occasione trova il modo di comunicare la parola più efficace e incoraggiante, meglio di un coach. Ho capito che il prete deve fare altrettanto. Pensate se neppure Dio si fidasse di noi. Gesù, addirittura, ne fa un motto: “la tua fiducia ti ha salvato”.
Bisogna tornare bambini, di quelli che danno sempre ragione ai genitori. È come se Gesù avesse i loro sentimenti: un’apertura agli altri che si fa presto a perdere, dopo le prime fregature. Il Cristo non ne viene scalfito. Significa che non soffriva? No: soffriva più di noi. Ma con Lui la fregatura non vinceva. È semplice. Forse troppo per comprenderlo prima dell’età della pensione.


Fiducia”: capita spesso di rendersi conto di aver riposto la propria fiducia nella persona sbagliata; risultato?la delusione!…quella che più comunemente e più comprensibilmente definiamo “fregatura”!!!…
Ecco allora quanto sia importante fidarsi,affidarsi, a qualcuno che, prima di “chiedere” possa aver già dato garanzie di un risultato “positivo”!…
Conosciamo “QUALCUNO” che prima di chiedere la Sua fiducia ci ha dato le SUE GARANZIE?…(.. sono state la certezza del risultato: quelle due travi incrociate,…e ho rinunciato a fare domande!!!)
Sin da queste prime battute si schiude una promessa: non sarà soltanto un racconto che accompagni le nostre giornate, ma un viaggio alla scoperta del battito più autentico del cuore, dove risiede il senso profondo del nostro esistere.
L’arrivo dell’alba dopo la notte e’ una certezza eppure si riesce a dubitarne.
Per fortuna, ogni volta che vediamo sorgere il sole e’ ancora possibile chiedere scusa.
Grazie
La vita è un cammino, come e insieme alla fede, tante cose le senti prima, per altre ci vuole più tempo; ma quando vedi l’alba e ti stupisci della sua bellezza ringrazi per averla avuta in dono. L’Incontro.