Intervista a Williams Busdraghi

di Luca Pizzolitto

1) Se dovessi riassumere in poche frasi come è nata e perché è nata questa tua raccolta poetica, come lo faresti?

“Feroce preghiera” nasce dal bisogno di comunicare, dal bisogno di raccontare le emozioni che ogni giorno mi travolgono, quanto i ricordi e la malinconia mi stringano il cuore e quanto la bellezza invece mi riempia di gioia. Viviamo in un mondo sempre peggiore, dove la disuguaglianza la fa sempre più da padrona, dove si è perso l’empatia e la voglia di condividere con il prossimo, e questo libro cerca di essere una piccola risposta a tutto questo e un invito ad ascoltare il cuore, a sentire le emozioni, un invito ad aprire gli occhi e gioire della bellezza di tutto ciò che ci circonda, un invito a non arrendersi e a impegnarci tutti, nel nostro piccolo, per l’amore, per il bene.

2) Che ruolo ha (se ha un ruolo…) la poesia nella contemporaneità? La parola poetica, secondo te, dove conduce? Quali strade percorre?

La poesia è una forma d’arte, come la musica o la pittura. L’arte ha la capacità di toccare il cuore delle persone, di smuovere le emozioni, di farci rivivere ricordi. Non so se la poesia possa avere un ruolo nel mondo di oggi, io posso solo dire che la poesia mi ha salvato, e che in un periodo buio della mia vita, mi ha dato forza per rialzarmi, per ascoltarmi e accogliermi. Per questo le sono e le sarò sempre grato. Per questo penso che, se si ha la costanza di lasciarsi trasportare e di ascoltare, la parola poetica conduca alla salvezza.

3) Quanto tempo occupa, nella tua giornata, la lettura/scrittura/studio della poesia?

Non sono un grande lettore e non dedico molto tempo “attivo” alla poesia, ma la poesia mi accompagna ogni giorno, ci sono versi, parole, frasi e canzoni che mi martellano in testa per giorni, ci sono momenti in cui non riesco a trattenere la commozione anche per piccolissime cose, la poesia è intorno a noi, basta coglierla e lasciarsi trasportare.

4) Tre autori (e tre opere) che consideri imprescindibili, all’interno del tuo percorso poetico di questi anni.

Di sicuro Walt Whitman, Foglie d’erba riesce sempre a toccarmi il cuore. E poi Emily Dickinson, ho amato varie sue raccolte di poesie. E più recente Mariangela Gualtieri con il suo Bestia di Gioia. Oltre alla poesia poi c’è la musica e il fumetto (e animazione) che sono forme d’arte che amo e che inevitabilmente mi ispirano e devo di sicuro citare Paolo Benvegnù, Emidio Clementi, Alice in chains, Soundgarden, Art Spiegelman, Marjane Satrapi, Kentaro Miura, Hayao Miyazaki..

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