di Stefanie Golisch
Entra il nano con una capriola. La ragazza
dietro il banco porta una mela verde in testa.
La signora con il cagnolino non è bella e
giovane, ma pronta a tutte le eventualità. Alle
dieci entra l’uomo del corvo in spalla e subito
dopo la coppia che si illumina a vicenda. È la
fiaba d’infanzia di tutti i clienti della Belle
Époque, il lieto fine di storie andate così così.
Accanto alla robusta signora decorata di cane
risplende un secondo soltanto, poi si confonde
a poco a poco con i rumori del vivere comune

