
Ci lamentiamo di Dio: ha fatto questo o quello, o non l’ha fatto. Non perdiamo occasione per prendercela con la sorte avversa, confrontandoci con gli altri, nutrendo sentimenti d’invidia, aspirando a stare altrove o altrimenti, ma non qui, non ora. Sospettiamo che Dio si dimentichi di noi, che abbia altro a cui pensare; che preferisca gli altri, tutti gli altri, perché solo a noi le cose vanno male, da molto, troppo tempo, forse da sempre. La mormorazione è un ritornello del popolo eletto, nella Bibbia: la manna è leggera, la carne è pesante, molto meglio le cipolle d’Egitto, i porri, i cocomeri, qualunque altra cosa, ma non questa; il passato, il futuro, ma il presente no: nel presente Dio mi ha abbandonato.
O siamo noi, che abbandoniamo Lui? Sarebbe utile partire da qui, a pensarci bene.

Più che abbandonarlo, Lo interpelliamo solo nel bisogno. Non solo, ma dietro qualche preghiera o qualche voto, pretendiamo che soddisfi le nostre richieste. Quanto siamo ignoranti!!! Umilmente, passo dopo passo, cerchiamo di conoscerlo, con l’aiuto di qualcuno che smonta, innanzitutto, i nostri pregiudizi e poi ce lo presenti con tutte le sue credenziali. Attenzione ai falsi profeti!!!