
Mi ha sempre colpito il rifiuto opposto da Gesù alla Cananea: lei gli chiede di guarirle la figlia e Lui risponde che non è giusto dare il pane dei figli ai cagnolini. Lo fa apposta, è evidente: vuole che la donna chieda ancora, che pronunci la risposta così bella e commovente: anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Dio ha bisogno di noi, per operare; le grazie sono un lavoro a due, perché Lui, che potrebbe, non si impone. Siamo chiamati a farlo vivere nel mondo, a metter su uno spettacolo gradito al Cielo. L’uomo non è un pazzo che si agita sul palcoscenico, come diceva Shakespeare; da genio qual era, però, aveva intuito che sempre di spettacolo si tratta.

Grazie Ernestina
Inviato da iPad
>
La storia la si fa insieme…altrimenti saremo dei burattini…quello che serve è la fiducia…ma siamo sempre pieni di boria…umiltà…umiltà…umiltà…
a metter su uno spettacolo gradito al Cielo.
Bellissima questa idea dello spettacolo teatrale! E’ vero, siamo chiamati ad ingegnarci, provare e riprovare per trovare il canovaccio più efficace, che riesca a trasmettere il messaggio che Lui ha inciso nei nostri cuori.
Il copione c’è il regista pure, gli attori
non tanto, per lo più comparse e controfigure ed in tanti siamo già al primo atto.