
‘AL MÛT LABBEN
sull'(aria) del morire per il figlio
GALILEA-GIORDANIA, Ottobre 2018
DISCENDI COL BASTONE
I.
Pregami Tu, innalzami al Tuo salmo veleggiati alla notte, la sposa ha il sorriso naturale del Tuo credo nella terra dove dall’inizio ci scegliesti .
Non contrastare nulla non ovviare a nulla offerti al Tuo paesaggio sospesi alla tua attesa.
II.
La stella è il primo nome con cui ci inviti a seguirti ma non riusciamo a prenderti ora fissi ora muti: qualcosa ci cancella, sei sempre Tu a decidere.
III.
Discendi col bastone discendi col vincastro, è un corpo di nozze a tre questo impasto questa altura da cui il pane da cui l’uomo.
LE MURA
Gerusalemme
Sia benedetto il pilota sia benedetto l’autista sia benedetto il volante e il braccio e la ruota e il carro che ci porta
Stiamo entrando e si fa più arido il deserto pronto ad accendersi al Libro.
Sarà perseguitato sarà condannato avrà un destino di sangue.
Tu ascolta il canto e vai dietro. Il somaro annuncia il padrone.
BETSAIDA
È caduta Betsaida.
Solo rovine restano di ciò che una volta era umano ed anche il lago si è ritirato sulle altezze costruendo montagne.
Non abbiamo ancora compreso l’acqua- il perdono- dove è Dio nella distensione del tempo.
MAR MORTO
Ti manifesti e riappari nelle dimenticanze.
Dove sei Amore mio? Cosa vedono i Tuoi occhi?
L’agnello è provato dai rovi, lo insegue il deserto, leva il lamento nella spaccatura di roccia.
Rialzami Stella Fissa, qui è sepolta la vita. Il collo si spezza.
BATTISTA
Fortezza di Macheronte
Lo senti ancora il suono di Dio dalla piccola brezza, dalle mani cibate di erba e locuste.
La vipera è vinta se ascolti il silenzio. Si ferma e riprende quando ti dici non posso.
Al ritorno parla al fratello.


Amo la poesia di Gian Piero perché è un vero e proprio canto spirituale ben fondato nella piena umanità di un cuore fervente di passione per le cose, i fatti e le persone… un cuore, in ricerca tra le dimensioni essenziali dell’esistente, di una purezza splendida, esaltata proprio dagli elementi aridi della Terra Santa, in cui il poeta cammina pieno della presenza di un Dio che appartiene alla Storia di tutti noi e che nelle poesie di Gian Piero torna a respirare con il ritmo della potente e inebriante bellezza della poesia… una mistica al contrario che rivela l’uomo a Dio.