
I sentimenti di Gesù nell’ultima cena dovrebbero essere la bussola della nostra coscienza: quale intensità in quegli sguardi estremi, nelle parole di Uno che sarebbe morto il giorno dopo. Dovremmo riversare la nostra miseria nella ricchezza del Suo amore, e allora tutto si chiarirebbe per miracolo.

“riversare la nostra miseria nella ricchezza del suo Amore” Lui è la via , la verità, la vita. Fino a quando terremo la nostra porta chiusa? Non aspettiamo di pulire le nostre scorie, solo aprendo a Lui riusciremo a fare piazza pulita. Cosa ci impedisce a…? Abbandoniamoci a Lui come l’agapetos nell’ultima cena…
La nostra vita dovrebbe essere tutta impegnata a scegliere bene quali debbano essere le nostre ultime parole affinché, come le Sue, possano risuonare per l’eternità.
Parole,gesti e sguardi, intorno a quella tavola, saranno il Suo testamento a tutta l’ umanità a Lui contemporanea, fino a noi,ai nostri giorni ,ai nostri tempi e per l’Eternita’;
Elementi che hanno riempito il tempo e lo spazio, di cui Dio stesso è Creatore e Padrone.
Riempiamo della nostra caducita’,
delle nostre debolezze, il black-hole che si apre davanti al nostro
vivere nella materia;
alla Luce nel Suo immenso Amore, vivremo in un quotidiano risorgere, e guardando quel Volto ci ricorderemo quelle Parole,quei gesti,quegli sguardi,…riscuotendo, giorno dopo giorno, interessi per quella eredità che
salva!!!…ecco il Vero Miracolo…
Io spero con tutto il cuore che le mie ultime parole siano un dialogo silenzioso tra il mio cuore e il Suo.