
[Il cigno arrostito canta]
Un tempo vivevo nei laghi,
un tempo ero bello,
quando ancora ero cigno.
Rit.: Misero! me misero!
ora nero
e dal fuoco arrostito!
Ero più bianco della neve,
il più aggraziato degli uccelli:
ora sono più nero del corvo.
Rit.
Il rogo forte mi arde,
allo spiedo il cuoco mi rigira,
ecco a mensa il servo m’imbandisce.
Rit.
Oh, vorrei vivere nell’acqua
e sotto il libero cielo,
anziché stare in questa salsa.
Rit.
Ora giaccio su un vassoio
e volare più non posso,
vedo già i denti masticare…
Rit.
*
[Cygnus ustus cantat]
Olim lacus colueram
Olim pulcher exstiteram
Dum cygnus ego fueram
Refl.: Miser! miser!
Modo niger
et ustus fortiter
Eram nive candidior,
quavis ave formosior;
modo sum corvo nigrior.
Refl.
Me rogus urit fortiter,
gyrat, regyrat garcifer;
propinat me nunc dapifer.
Refl.
Mallem in aquis vivere,
nudo semper sub aere,
quam in hoc mergi pipere.
Refl.
Nunc in scutella iaceo
et volitare nequeo;
dentes frendentes video.
Refl.
*
Carl Orff, orchestrando i Carmina Burana nel 1935-36, adatta il testo latino medievale a esigenze musicali. Trad. mia.
Immagine: Miniatura del Codex Latinus Monacensis 4660 o Codex Buranus, XIII secolo, proveniente dal convento di Benediktbeuern. Bayerische Staatsbibliothek, Monaco di Baviera.
