Un libro singolare


Nel diciannovesimo secolo è esista una potente Loggia massonica chiamata “Alta Vendita”, il ramo più elevato della Carboneria, costituita da quaranta membri di alto lignaggio, in cui tutti usavano pseudonimi. Era diretta da un nobile che si faceva chiamare Nubius, e lo scopo che si ponevano era quello di conquistare i vertici ecclesiastici. Ma conquistarli a cosa? Al pensiero gnostico, che avrebbe dovuto sostituirsi, gradualmente, a quello cattolico.


Famose sono le “Istruzioni” dell’Alta Vendita, redatte dai suoi membri, che impiegarono ben dieci anni per portarle a compimento. Esse costituiscono il progetto più chiaro elaborato dalla Massoneria di tutti i tempi, sotto l’aspetto del suo rapporto con la Chiesa. Eccone alcuni stralci:

«Il nostro fine ultimo è quello di Voltaire e dei rivoluzionari francesi: la distruzione finale del cattolicesimo e dell’idea cristiana […].Il Papa, chiunque sarà, non verrà mai alle società segrete. Sta alle società segrete compiere il primo passo verso la Chiesa, con lo scopo di conquistare entrambi. Il compito che stiamo per intraprendere non è il lavoro di un giorno, o di un mese, o di un anno; può durare molti anni, forse un secolo; ma nelle nostre file il soldato muore e la lotta prosegue. Noi non intendiamo guadagnare i Papi alla nostra causa, farne dei neofiti dei nostri principî, dei propagatori delle nostre idee. Sarebbe un sogno ridicolo, e, in qualsiasi modo si svolgano gli avvenimenti, se per esempio dei Cardinali o dei prelati siano entrati, di loro spontanea volontà o di sorpresa, a parte dei nostri segreti, questo non è nient’affatto un incentivo per desiderare la loro elevazione alla Sede di Pietro. Quella esaltazione ci rovinerebbe. L’ambizione li avrebbe condotti all’apostasia, e i bisogni del potere li costringerebbero a sacrificarci. Quello che noi dobbiamo domandare, quello che dobbiamo cercare e aspettare, come gli ebrei aspettano il Messia, è un Papa secondo le nostre necessità […]. Con quello marceremo più sicuramente all’assalto della Chiesa che con gli opuscoli dei nostri Fratelli in Francia e anche con l’oro dell’Inghilterra.  Senza dubbio raggiungeremo questo fine supremo dei nostri sforzi. Ma quando? Come? L’ignoto non è stato ancora rivelato. Ciononostante, niente deve dissuaderci dal piano tracciato; al contrario, tutto deve tenderci: l’opera è appena abbozzata, ma fin da oggi dobbiamo lavorarci con lo stesso ardore come se il successo dovesse coronarla domani. Desideriamo che questa istruzione rimanga segreta, per i soli iniziati, e che venga detto ai soli ufficiali del consiglio della suprema Vendita (Loggia) che dovrebbero instillarla nei loro Fratelli, in forma di istruzione o di memorandum […]. Or dunque, per assicurarci un Papa fornito delle qualità richieste, si tratta di formare a questo Papa una generazione degna del regno che desideriamo. Lasciamo da parte le persone anziane e quelli di età matura; andiamo alla gioventù, e se è possibile, anche ai bambini […]. Escogiterete per voi stessi, senza grandi sforzi, una reputazione di buoni cattolici e di puri patrioti. Questa reputazione permetterà l’accesso delle nostre dottrine negli ambienti del giovane clero, così come nei conventi. Per forza di cose, nel giro di alcuni anni, questo giovane clero avrà occupato tutte le cariche; essogovernerà, amministrerà, giudicherà, formerà il consiglio del sommo gerarca, sarà chiamato a scegliere il Pontefice che deve regnare. E questo Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente imbevuto più o meno dei principi italiani umanitari che abbiamo incominciato a mettere in circolazione. È un piccolo grano di senape nera che stiamo affidando alla terra; ma la luce del sole della giustizia lo farà crescere sino al potere più elevato, e un giorno vedremo che ricco raccolto produrrà questo piccolo seme. Nel percorso che stiamo tracciando ai nostri Fratelli si devono vincere grandi ostacoli e superare molteplici difficoltà. Si trionferà con l’esperienza e con la perspicacia. Ma il fine è così bello che vale la pena di spiegare tutte le vele al vento per raggiungerlo. Volete rinnovare radicalmente l’Italia? Cercate il Papa di cui abbiamo appena disegnato il profilo. Desiderate stabilire il regno degli eletti (gli appartenenti alla Loggia dell’Alta Vendita) sul trono della prostituta di Babilonia (la Chiesa)? Lasciate il clero marciare sotto il Suo stendardo, mentre crede di marciare sotto la bandiera delle Chiavi Apostoliche. Vuoi distruggere l’ultimo vestigio dei tiranni e degli oppressori? Piazzate le vostre trappole (le reti) come Simon Pietro; gettatele nelle sacrestie, nei seminari e nei conventi piuttosto che in fondo al mare: e se non avete fretta, vi promettiamo una pesca più miracolosa della sua. Il pescatore di pesci divenne pescatore di uomini; voi porrete dei nostri amici attorno alla Cattedra Apostolica. Avrete predicato una rivoluzione in tiara e cappa, camminando con la croce e la bandiera, una rivoluzione che non avrà bisogno se non che di essere un po’ spronata per mettere il fuoco ai quattro lati del mondo.»  (1)
I documenti prodotti dall’Alta Vendita abbracciano un periodo che va dal 1820 al 1846. Per qualche motivo non noto finirono nelle mani di Papa Gregorio XVI, e poi del suo successore, Pio IX, che li fece pubblicare da Jacques Crétineau-Joly, il quale li inserì nella sua opera L’Église Romaine en face de la Révolution («La Chiesa di Roma di fronte alla Rivoluzione»).  Il 25 febbraio 1861 Pio IX garantì l’autenticità di questi documenti, ma non permise a nessuno di divulgare i veri nomi dei membri dell’Alta Vendita citati nei testi. Il testo completo dell’Istruzione permanente dell’Alta Vendita è contenuto anche nel libro di Mons. George E. Dillon intitolata Grand Orient Freemasonry Unmasked («Il Grand’Oriente della Massoneria smascherato»).

1. Cfr. Mons. H. Delassus, The Anti-Christian Conspiracy («La cospirazione anticristiana»), Desclée de Brouver, Roma 1910, vol. III, pagg. 1035-1092. Il testo completo dell’Istruzione Permanente dell’Alta Vendita è stato pubblicato in Mons. G. E. Dillon, op. cit., pagg. 51-56.

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