
Desiderare Dio come un torrente si precipita nel mare: percepire il bisogno folle di perdersi in Colui che si ama. Non è questo l’amore? Non temere la propria miseria, perché è questa che il Cristo abbraccia con la Sua misericordia. Confidare nell’infinito come nel proprio ambiente naturale, nella rivelazione della propria identità.

Affondare il nostro essere nell’infinito della nostra personale apocalisse,
e scoprire, finalmente, la SUA Opera per noi, in noi;
[… che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato….
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi…](dal Salmo 8).
l’acqua che sgorga da QUELLA FERITA é sorgente di acqua che purifica e salva…
Misericordes sicut PATER…
L’intensità del desiderio e della fiducia squarciano lo spazio e il tempo, e nel cuore si accende la scintilla del divino.
E se anche fosse solo per un attimo, è un attimo che coglie l’eterno, e vive per sempre nella memoria, e trasforma la vita.
la terra promessa è la nostra identità… E IL NAUFRAGAR M’E’ DOLCE IN QUESTO MARE”