L’amore che hai in più, di Augusto Benemeglio

Augusto Benemeglio non smette di sorprenderci: come un prestigiatore che estrae dal suo cilindro oggetti imprevedibili, ci provoca ogni volta con le sue caleidoscopiche creazioni, in cui ritrovi, ogni volta, tutti i colori dell’umano. L’ultima è “L’amore che hai in più. Tre lustri di recital romani”, un volume di 380 pagine che non finiresti di sfogliare, perché a ogni giro di pagina trovi uno degli autori che ha segnato indelebilmente la tua vita:

Lorca, Leopardi, Montale, Pavese; Kafka, Dante, Manzoni, la Morante; Shakespeare, Pirandello, la tragedia greca; Checov, Hemingway, la Dickinson, Prévert; ma anche De Gregori, De André, Fellini, Trilussa, Eduardo e tanti altri, che emergono dalle pagine piene di foto e di ritratti, ma anche dalle pieghe del cuore, dove ognuno confronta il suo ricordo con quello del versatile autore romano-salentino: lui si diverte a far saltare i nostri schemi, a mettere in risalto la nota, la sfumatura di colore, la prospettiva sfuggita al nostro sguardo. Il libro è uno scrigno che custodisce le rappresentazioni di una compagnia teatrale coinvolta e travolta dall’empito creativo e umano di Augusto Benemeglio; i ritagli di giornale che recensiscono personaggi e spettacoli; riflessioni come perle preziose incastonate in figure sempre nuove, capaci di accostare autori “maledetti” con santi della caratura di un don Tonino Bello o di un don Mario Torregrossa, sacerdote-eroe della periferia romana a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo. Impossibile rendere la ricchezza di un libro che va preso tra le mani e sfogliato come un codice antico, ma già avvolto in un sentore di futuro. Un volume senza tempo, capace di mettere insieme eterno e contingente, poesia e sudore, favola, canzone e dramma, proprio come la vita. Un libro, dunque, da leggere, ma anche da vivere.

3 pensieri su “L’amore che hai in più, di Augusto Benemeglio

  1. annamaria ferramosca

    Un libro che leggerò avidamente e farò sedimentare. Conosco Augusto, la sua umanità, la sua passione per la parola dei grandi, ma anche il suo ascolto degli umili, il suo dialogo aperto con tutti, la sua inestinguibile voglia di fare comunità. Grazie, Fabrizio, per questa notizia, con i miei auguri di salute e buona vita a tutti coloro che da qui passano.

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  2. augustobenni21

    Ringrazio due veri poeti come Annamaria Ferramosca e Paolo Ottaviani, a cui sono legato da ricordi bellissimi, al Pentatonic dell’Eur, e soprattutto il mio grande amico e maestro Fabrizio Centofanti, che il buon Dio misericordioso ha messo sulla mia strada.

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