
I fiori bianchi
Oggi intreccerò fiori bianchi nei capelli del mio bambino
perché gli ospiti stanno salendo le scale
parlando di guerra, massacri e disperazione.
Oggi non verserò whisky, servirò invece del vino
in bicchieri freddi come il palmo di un morto
servirò un vino di ciliegia rosso sangue.
Parlano dell’India con voci forti e belle. Con fresco
sangue la ameranno, lo so, appassionatamente
e bruceranno come incenso, carne viva.
In case di fango lontane, piangono vecchie madri
che lavavano le uniformi cachi dei figli e le stiravano;
piangono persino dormendo.
Oggi non avrò luci splendenti per scacciare le ombre, ma candele alte e profumate
e rose rosse rosse in un vaso…
Oggi qualcuno tra noi si alzerà a cantare d’amore
con voce più dolce che mai, perché l’amore come la vita
è dolcissimo un attimo prima della fine.
Oggi bacerò la corona sulla testa del mio bambino
e gli augurerò una lunga vita prima di metterlo a letto.
Amare la vita è più semplice quando la si guarda dalla fine. Le madri dei figli morti in guerra, che piangono “persino dormendo”, ne conoscono il valore.
“l’amore come la vita è dolcissimo un attimo prima della fine”: i monaci lo sapevano, invitando a vivere ogni giorno come fosse l’ultimo. Anche Gesù raccomandava di non preoccuparsi del domani. Santa Teresa di Lisieux diceva: “Tu lo sai, o mio Dio, che per amarti sulla terra non ho che l’oggi”.
I “fiori bianchi” ricordano la morte ma, proprio per questo, anche la vita.

certo, una vita si scrive ‘meglio’ dalla fine nn dall’inizio, questo diceva Antonio Porta alla Patrizia Vicinelli – qui ci informa il vino che si piange pure di notte… l’occasione non è casuale purtoppo periodica, nella nazione della croce.
Continuerò sempre a commentare pena il non scrivere ma ne vale, speriamo a schiera.
Un intreccio inestricabile di amore e morte, di violenza e delicatezza…in una parola: di vita, che palpita nei suoi potenti chiaroscuri.
La chiave spirituale che proponi la completa, mostrando che la vita non sfocia nel nulla del non senso, ma nella Vita senza tempo, né laceranti opposizioni.
Poesia di grande potenza lirica ed icastica e di rara preziosità emotiva. Non c’è spazio per il giudizio, le assoluzioni o le condanne, ma solo per la trasposizione delle immagini in poesia, come del resto prerogativa della vera arte. Grazie per averci proposto questa perla.
Davvero grazie, Fabry. Sono parole piene di vita e di intelligenza.
“Aveva mia madre quella sua natura cosí lieta, che investiva ed accoglieva ogni cosa, e che di ogni cosa e di ogni persona rievocava il bene e la letizia, e lasciava il dolore e il male nell’ombra, dedicandovi appena, di quando in quando, un breve sospiro.”
NATALIA GINZBURG