Lirico terapia. Cesare Viviani


Avevano ragione a dirci

Avevano ragione a dirci: non spingetevi oltre,

arrivate fino alla vigna grande e tornate.

Guardate le cose che già conoscete,

i tigli del viale,

la fila dei salici lungo il fossato,

l’orto della fonte vecchia, il boschetto,

dopo compaiono le case di San Romolo e proseguite

fino alla cappella e ai filari.

Fate il sentiero di sempre, fate

una passeggiata.

Difficile, forse impossibile non scorgere subito l’orizzonte simbolico che si apre dietro questi versi di Viviani. La strada sicura o il rischio? La poesia indica sempre il crinale della scelta.

2 pensieri su “Lirico terapia. Cesare Viviani

  1. S&R

    Spesso il cuore è lacerato da sentimenti contrastanti e non c’è nulla che sappia dare voce a questa tempesta interiore quanto il simbolo, che è l’alfabeto dell’arte e della poesia.

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  2. Ema

    Ci fu un Giardino o il Giardino fu un sogno?
    Lento nella luce vaga, mi sono chiesto,
    quasi come un conforto, se il passato
    di cui questo Adamo, oggi misero, era padrone,

    non sarà stato una magica impostura
    di quel Dio che ho sognato. È già impreciso
    nella memoria il chiaro Paradiso,
    ma io so che esiste e che perdura,

    anche se non per me. La caparbia terra
    è il mio castigo e la incestuosa guerra
    di Caini e Abeli e la loro nidiata.

    Eppure, è molto avere amato,
    essere stato felice, aver toccato
    il vivente Giardino, fosse pure un giorno.
    J. L. Borges

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