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Cesare Viviani

Ha cancellato i segni delle civiltà passate,
è acqua innocente,
è lei che comanda e impone:
non si interessa di niente,
e i termini, le valutazioni
li lascia al rabberciare umano,
a chi fa il pezzo autentico e il falso,
a chi ai minimi spostamenti sotto le foglie
dedica ridicoli appostamenti che danno
voglie e senso alla vita.
E dove si apre la terra per siccità
esce tenerezza e bontà.

da Passanti

Lirico terapia. Cesare Viviani


Avevano ragione a dirci

Avevano ragione a dirci: non spingetevi oltre,

arrivate fino alla vigna grande e tornate.

Guardate le cose che già conoscete,

i tigli del viale,

la fila dei salici lungo il fossato,

l’orto della fonte vecchia, il boschetto,

dopo compaiono le case di San Romolo e proseguite

fino alla cappella e ai filari.

Fate il sentiero di sempre, fate

una passeggiata.

Difficile, forse impossibile non scorgere subito l’orizzonte simbolico che si apre dietro questi versi di Viviani. La strada sicura o il rischio? La poesia indica sempre il crinale della scelta.

CRESTOMAZIA 30: “Così comincia a donare” di Cesare Viviani

Così comincia a donare
chi non sa amare, l’amore
non abbisogna di doni. Per fare
spazio dentro di sé
quante case da abbandonare,
quante strade da macinare,
finché l’aria si fa tersa, limpida
e non c’è ricordo, nessuna speranza
solo una stanza
vuota.

da Silenzio dell’universo, VII


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Funambolismi, innovazioni e terre di mezzo

Io mi imbarazzo quando leggo certe stroncature (come nei commenti dei blog) alle parole dei poeti; mi imbarazzo, arrossisco nel ricordare quante volte ci sono cascato (e ci casco) anch’io, penso a quello che scrive Raimon Pannikar nel libro Lo spirito della parola : “Il parlare è la manifestazione stessa, è la vita stessa dell’essere parlante, che è uomo, ed è nella sua espressione parlante che l’uomo si realizza…E’ la parola che crea perchè partecipa del soffio stesso dello Spirito.” E questo, a mio parere, vale anche per la parola scritta.
La parola spesso è interpretata come un medium tra l’uomo e il mistero del vivere, e la poesia è il trono della parola, è il mezzo per eccellenza per renderci partecipi dell’inesprimibile. Come in questi due versi di Cesare Viviani:
Ogni bagliore è luce dell’eterno
è riflesso del divino
.
L’altra faccia della parola (scritta) è la prosa, che non ha la potenza della poesia, è più difficile che consenta quella che Viviani chiama “la gioia delle soste,/ mentre passa in cielo come nuvola / la forza vitaleContinua a leggere