Mia madre ha il dono della preveggenza, e secondo lei finirà male, molto male. Non chiamatela più Concetta, ma Cassandra. La pandemia – dice – era solo un avvertimento del Padreterno, ma ora, poiché non ci siamo pentiti e convertiti, verrà la “quarta” guerra mondiale. Di questo è assolutamente certa. La terza guerra mondiale c’è già stata, lei se la ricorda. Io le rammento che quella era la seconda, a meno che non conti qualche guerra d’indipendenza, di cui serba memoria. Quarta, quinta, non ha importanza, dice: questa sarà l’ultima e definitiva. Non riesco a scollarla dal televisore, da quando, nonostante la sua accentuata ipoacusia, ha capito che la situazione è assai brutta. Stamattina abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Ho cercato di convincerla che non è affatto certo che moriremo tutti: i vecchi come noi si salveranno… E i giovani? Tranquilla, mamma, i tuoi nipoti maschi non andranno alla guerra, perché uno è padre di famiglia, e i padri di famiglia vengono preservati; l’altro lavora nella sanità e perciò sarà addetto all’amputazione degli arti maciullati, negli ospedali da campo. E le femmine no, non vanno alla guerra… Le soldatesse che vedi in TV, mamma, non sono italiane, in Italia combattono solo i maschi, ma non i dottori radiologi come Davide, e i padri di famiglia come Gino… La tua progenie non corre alcun rischio… No, mamma, a me non mi vogliono manco come radiotelegrafista. Ho quasi settant’anni, e il codice morse non l’ho mai imparato…
Cosa dici? Come faremo senza il gas? Con la legna, mamma. Ci scalderemo e cucineremo bruciando legna, come facevamo una volta. Abbiamo la campagna al Sambuco, con tanto di casa: ci trasferiremo là. Comprerò una stufa a legna di ultima generazione, rimonderemo i mandorli e i pini. Il forno a legna c’è già. Manca la tannura, ma le moderne stufe a legna servono anche per cucinare: basta poggiarci sopra le pignatte normali. Sì, le stesse pignatte che usiamo per la cucina a gas, non quelle affumicate di una volta. Per il latte compreremo una capra. O una vacca, se preferisci il Granarolo. I biscotti li vado a comprare domani all’ingrosso: un paio di quintali dovrebbero bastare. Avremo l’orto per le verdure. L’acqua del pozzo sarà sufficiente per abbeverare pomodori e muzzatura. Forse è un po’ inquinata, ma basterà bollirla prima di berla… Si, certo, alleveremo anche le galline. E i conigli… Le bombe atomiche? Non buttano bombe atomiche in campagna, mamma. Che le buttano a fare? In campagna non c’è più nessuno. E per i paesi come Piazza Armerina non sprecano bombe atomiche. Sono borghi spopolati, ci vivono solo i vecchi, e i vecchi non fanno la guerra… Sì, Enna e Catania corrono qualche rischio, ma a noi che ce ne importa?


Un tema inquietante affrontato con ironia mordace.
Ma la prospettiva drammatica permane: non ci resta che pregare il Padreterno.
Lascio che preghi mia madre. Lei è una persona semplice, perciò più cara a Dio.