Poesia italiana del XXI secolo

Mauro Germani è nato a Milano nel 1954. Nel 1988 ha fondato la rivista “Margo”, che ha diretto fino al 1992. Ha pubblicato volumi di poesia e narrativa e si è occupato di numerosi autori classici e contemporanei. In ambito critico ha curato L’attesa e l’ignoto. L’opera multiforme di Dino Buzzati , L’arcolaio, 2012, inoltre ha pubblicato Giorgio Gaber, Il teatro del pensiero, Zona, 2013, e Margini della parola. Note di lettura su autori classici e contemporanei, La Vita Felice, 2014. Tra le sue opere in versi Luce del volto, Campanotto, 2002, Livorno, L’arcolaio, I ed. 2008; II ed. 2013, Terra estrema, L’arcolaio, 201, e Voce interrotta, Italic Pequod, 2016. Di recente ha pubblicato il libro di racconti Storie di un’altra storia , Calibano, 2022. Il suo blog personale, “in-certi confini”, è dedicato alla poesia, alla letteratura e alla filosofia. (http://www.maurogermani.blogspot.com).

Dal deserto

Veniva dal deserto quel tuo

nome d’infanzia, quella

promessa donata al mattino.

E l’ora precisa rubò

tutte le vie, un turbine accese

i frammenti del cielo.

Solo così risuscitarono

i morti e nel petto risuonò

l’antica voce dimenticata,

il sangue versato in ogni

cattedrale, il battito

che non conosce il tempo.

*

Preghiera

Preghiera

che dalla soglia tremi

nel buio,

qui

dove il tempo continua

a cadere tra le nostre

vite e la sera spegne

le labbra ai moribondi

e più in alto sfiora i lumi

celesti – come fosse

ora, come fosse per sempre –

preghiera

della ferita e del

pianto

salva

salva in noi

salva sempre

il nostro dolore.

*

L’altare

San Giuseppe moriva

vicino alla sacrestia

e lo sguardo era

in quella luce

d’angeli intorno,

in quell’abbraccio

eterno

di Gesù e Maria.

 

Così si sollevava

il letto

tra le panche

e d’improvviso

tutto cambiava,

tutto ritornava

dalla terra al cielo.

 

Il pensiero/sentire di Mauro Germani risente dell’aura romantica e decadente che declina in misticismo. La parola riesce a suscitare i vari problemi esistenziali, religiosi e morali che assillano senza tregua lo spirito di ognuno di noi. A Mauro Germani il mondo appare un complesso di cosmiche analogie, travolto da un continuo moto, in una vita che pervade le cose e l’uomo, in una panica comunione. La volontà di comunicare il segreto della vita e della morte spinge il poeta a “isfogar la mente” (Dante), funzione liberatoria della propria angoscia. La lingua in Voce interrotta trema e non riesce a proferir suono, l’esperienza della dolcezza è ineffabile, indicibile, non comunicabile a chi non la prova, ma resta intensamente reale, come una esperienza mistica.

(Francesco Sasso)

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